Weekend istruttivo

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Il mio weekend è stato decisamente istruttivo ed interessante anche se piuttosto faticoso: una maratona di una 15 di ore di lezione in modo approfondito sulle principali piante officinali.In realtà, come ho già detto, sono poco favorevole anche all’uso della medicina alternativa. Non voglio certo dire che sono favorevole all’uso di quella allopatica (quella tradizionale insomma), quello che intendo è che anche con la medicina naturale si guarda solo l’effetto del problema e mai la causa. Hai mal di pancia? Allora va bene questo o quell’altro, però nessuno si preoccupa di capire PERCHE’ c’era il mal di pancia, o le eruzioni cutanee, o il mal di testa. Si prendono le gocce o le pastiglie, e passa tutto, anzi ci si sente anche più contenti perché tutto è passato in modo “naturale”.Io non trovo che questo atteggiamento sia granchè migliorativo rispetto a quello che hanno i medici della mutua. Il docente che ci ha parlato al seminario era davvero bravo e preparato ma sosteneva che tutti noi dovremmo assumere integratori vitaminici perché spesso non mangiamo abbastanza frutta e verdura. Ecco secondo me questo è a dir poco un atteggiamento criminale, un ottimo sistema per non assumersi la responsabilità di quello che mangiamo, perché poi esiste la pillola che risolve i problemi. Che poi a lungo andare i problemi si ripresentano sempre, se abusiamo del nostro organismo questo ci ripresenterà il conto prima o poi.Io credo che l’alimentazione giochi davvero un ruolo fondamentale nella nostra salute, e che moltissimi problemi possano essere risolti con una nutrizione adeguata. Ma non ho ancora trovato un “terapeuta naturale” che abbia l’intenzione di lavorare su questo e che, riscontrati i problemi, non ti propini qualche integratore. Fondamentalmente perché:a – ne sa poco lui per primo di nutrizioneb – è molto più comodo dare la pillola perché spesso il paziente non ha nessunissima voglia di cambiare le proprie abitudini alimentari e di assumersi la piena responsabilità della sua salute.

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  • riboeri

    Giustissime considerazioni. Una cosa strana è che ogni tipo di “medicina complementare” (che brutta espressione… sembra un po’ tipo “mi dà due etti di omeopatia”) ha una spiegazione diversa per uno stesso disturbo. Questo non facilita certo la chiarezza. In 8 anni di studi medici (”convenzionali”) ho capito solo che i fattori in gioco nello sviluppo di una malattia sono due: genetica e ambiente. Quello che siamo rimaniamo. L’ambiente invece si può modificare (in primo luogo con l’alimentazione, brava Sara!). Risultato: si spendono un sacco di soldi nella ricerca sulla “terapia genica”… ma cambiare un po’ le nostre abitudini? Forse sono andato un po’ fuori tema, scusa…