Vivere zen

tempo di lettura 8 minuti

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Basta sono stanca di avere poco tempo e di scrivere che ho poco tempo. La realtà è che sono sempre in affanno, sempre di corsa perchè, è vero, ho tante cose da fare… ma anche perchè faccio un bel po’ di casino.

Non sono una persona organizzata, non lo sono mai stata, ma le volte che ci ho provato e me lo sono imposto ho avuto successo e mi è piaciuto portare a termine un buon lavoro.

Mi ricordo ancora la prima volta che ci ho provato. Ero alle elementari e la maestra ci stava facendo fare il dettato. Mi ricordo distintamente che quel giorno decisi di fare attenzione alle sue parole cercando di scriverle bene e con calma. Evidentemente prima non lo facevo mai, e conoscendomi probabilmente pensavo agli uccellini sugli alberi ascoltando l’insegnante a metà e buttando giù il dettato come veniva. Il fatto è che a scuola me la sono sempre cavata, bene o male, ma solo quando ho deciso di fare le cose fatte bene ho raggiunto l’eccellenza. Tipo quella volta del dettato, mi ricordo che semplicemente dedicando tutta la mia attenzione a quel compito mi meritai credo un “ottimo” o un “bravissima” con tutta la soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Avrei potuto fare tesoro di questa mia prima esperienza, e ripeterla più spesso. In realtà sono più le volte che ho continuato a fare casino, perchè è mia caratteristica essere davvero multitasking: 7 cose assieme oppure niente assoluto. Faccio proprio fatica a rimanere ferma e concentrata su di un lavoro alla volta, la mia mente scalpita per portarmi a compiere almeno 2 azioni alla volta: tiprego tiprego tiprego basta affettare le zucchine non si potrebbe almeno mandare un sms intanto e magari fare un frullato??

Il problema è che è molto stressante essere multitasking tutto il tempo, è come vivere a doppia o tripla velocità, e inoltre non garantisce buoni risultati, anzi. La settimana scorsa mi sono presa una “lavata di capo” da qualcuno che un po’ mi conosce, che mi ha proprio detto fuori dai denti che sono disorganizzata e casinara e inconcludente. Ovviamente prima mi sono un po’ offesa e poi ho pensato che era proprio vero, che i miei genitori me lo dicono da una vita ma se lo dicono i genitori ovviamente non conta no? E poi ho pensato alle poche volte in cui mi sono imposta di fare le cose per bene, così poche che me le ricordo tutte, e che bella sensazione dopo… niente stress, niente ansia, anzi è quasi una forma meditativa l’essere concentrati in una sola azione, e soprattutto… bisogna andare con calma.

Nel mio Ipod ho un audiolibro di Eckart Tolle che ad un certo punto invita a compiere le azioni quotidiane con consapevolezza, non meccanicamente ma essendo presenti… ogni piccola azione, come lavarsi le mani ad esempio, può diventare un momento sacro se compiuta coscientemente. In questi giorni sto cercando di provarci, di rallentare, di fare una cosa alla volta e coscientemente, con piena attenzione. E soprattutto sto cercando una maggiore organizzazione, e ho scoperto che la causa prima del mio caos è quella di non portare a termine le azioni che inizio, dalle più banali alle più importanti. E’ che mi annoio prima, ma lasciare le cose incompiute crea un immenso disordine. Se pulisco casa lascio sempre qualcosa in giro, se faccio da mangiare non sistemo mai per bene la cucina, se prendo un vestito dall’armadio poi non richiudo spesso l’armadio… tante piccole cose che creano confusione e disordine.

Il motto del vivere zen è “sorridi, respira, e vai lentamente”. In pratica, ecco alcune regole di vita un po’ più zen che sto cercando di implementare:

  1. Fai una cosa alla volta. Niente più multitasking. Se preparo da mangiare, faccio quello e basta. Un proverbio zen dice: “Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia.
  2. Fallo lentamente. Anche facendo una cosa alla volta è possibile farla male. E’ importante fare le cose con lentezza e piena consapevolezza.
  3. Fallo fino in fondo. Concentrarsi sull’azione e non cambiare azione finchè non si è completata la precedente. Lasciare pulito ed in ordine dopo aver completato un’azione. Quando mi preparo l’insalata vorrei pulire la cucina per bene prima di iniziare a mangiarla.
  4. Fai meno. Per fare le cose per bene e con consapevolezza è importante farne di meno. Sono inoltre convinta che una vita più organizzata possa contribuire a fare più cose e con meno stress…
  5. Lascia un po’ di spazio tra le cose che fai. Concedersi qualche attimo di respiro tra un’azione e l’altra… decisamente una regola che non mi appartiene!
  6. Rendi le tue azioni rituali. Un’azione rituale assume importanza, e di conseguenza richiede piena attenzione. Io sento il bisogno di rendere rituale il tempo occupato in cucina ad elaborare ricette, affinchè diventi un momento piacevole e divertente – come dovrebbe essere – anzichè una fonte di stress e una cosa da fare incastrata tra altre centomila. Qualsiasi cosa che necessiti di attenzione può essere trasormata in un rituale.
  7. Ritaglia del tempo per determinate cose. Ci sono alcune attività che vanno fatte regolarmente, e che per questo richiedono del tempo specifico. Mangiare, pulire, fare esercizio ad esempio. Stabilire dei momenti precisi per queste attività, e del tempo sufficiente, permette di svolgerle al meglio. In particolare voglio stabilire delle “isole di tempo” per l’attività isica, dato che nel mio caos va sempre a finire che non faccio nulla, in favore di altre attività.
  8. Siediti. Nella vita di un monaco Zen la meditazione seduta (zazen) è una attività molto importante, è una pratica per imparare ad essere presenti e consapevoli in un dato istante. Per me correre ha questa valenza, la corsa è una attività molto meditativa per me.
  9. Rendi il cucinare e il pulire una meditazione. Preparare il cibo e pulire sono due attività rituali, che richiedono attenzione e presenza per essere compiute al meglio. Decisamente, ho parecchio da lavorare in questo campo. Rendere queste attività dei rituali può essere pittosto rivoluzionario, perlomeno per quanto riguarda lo stato della mia cucina!
  10. Circondati dello stretto necessario. Ah in questo sono bravina! Abbastanza almeno, giusto ieri ho comprato una sparabiscotti che però non fa un gran lavoro con gli impasti crudisti… accidenti. Comunque, ecco le foto della mia cucina “nuova”.
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    Notare il bellissimo verde della parete, ripreso come cornice delle ante dei mobiletti, una volta tristemente marroni e ora brillanti e vivaci grazie alle manine d’oro del mio papà!

    Notare ovviamente anche i bellissimi disegni DENTRO le cornici verdi, un tempo pannelli tristemente bianchi e ora opere d’arte grazie alla creatività della mia mamma. Nella seconda foto si vede il mio disegno preferito, un gatto bagnato dall’aria avvilita. I gatti sono il tema principale della cucina 🙂

    Notare infine nella terza immagine il comodissimo bancone di lavoro che ha sostituito i fornelli, con mia enorme soddisfazione. Nel ripiano sottostante il mio essiccatore ci sta alla perfezione!!

    Per concludere, ecco la torta di cui avevo parlato:

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    La base è atta con mandorle e datteri frullati. La crema al cioccolato è fatta con latte di mandorla frullato con datteri, vaniglia, cacao e burro di cacao. La crema all’arancia è composta di anacardi frullati con succo di agave, succo e buccia d’arancia. Gli strati sono stati fatti uno alla volta mettendo in freezer la torta prima di creare un nuovo strato di crema, aspettando che il tutto solidificasse per bene.

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