Vivere zen

( tempo di lettura 7 minuti )

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Basta sono stanca di avere poco tempo e di scrivere che ho poco tempo. La realtà è che sono sempre in affanno, sempre di corsa perchè, è vero, ho tante cose da fare… ma anche perchè faccio un bel po’ di casino.

Non sono una persona organizzata, non lo sono mai stata, ma le volte che ci ho provato e me lo sono imposto ho avuto successo e mi è piaciuto portare a termine un buon lavoro.

Mi ricordo ancora la prima volta che ci ho provato. Ero alle elementari e la maestra ci stava facendo fare il dettato. Mi ricordo distintamente che quel giorno decisi di fare attenzione alle sue parole cercando di scriverle bene e con calma. Evidentemente prima non lo facevo mai, e conoscendomi probabilmente pensavo agli uccellini sugli alberi ascoltando l’insegnante a metà e buttando giù il dettato come veniva. Il fatto è che a scuola me la sono sempre cavata, bene o male, ma solo quando ho deciso di fare le cose fatte bene ho raggiunto l’eccellenza. Tipo quella volta del dettato, mi ricordo che semplicemente dedicando tutta la mia attenzione a quel compito mi meritai credo un “ottimo” o un “bravissima” con tutta la soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Avrei potuto fare tesoro di questa mia prima esperienza, e ripeterla più spesso. In realtà sono più le volte che ho continuato a fare casino, perchè è mia caratteristica essere davvero multitasking: 7 cose assieme oppure niente assoluto. Faccio proprio fatica a rimanere ferma e concentrata su di un lavoro alla volta, la mia mente scalpita per portarmi a compiere almeno 2 azioni alla volta: tiprego tiprego tiprego basta affettare le zucchine non si potrebbe almeno mandare un sms intanto e magari fare un frullato??

Il problema è che è molto stressante essere multitasking tutto il tempo, è come vivere a doppia o tripla velocità, e inoltre non garantisce buoni risultati, anzi. La settimana scorsa mi sono presa una “lavata di capo” da qualcuno che un po’ mi conosce, che mi ha proprio detto fuori dai denti che sono disorganizzata e casinara e inconcludente. Ovviamente prima mi sono un po’ offesa e poi ho pensato che era proprio vero, che i miei genitori me lo dicono da una vita ma se lo dicono i genitori ovviamente non conta no? E poi ho pensato alle poche volte in cui mi sono imposta di fare le cose per bene, così poche che me le ricordo tutte, e che bella sensazione dopo… niente stress, niente ansia, anzi è quasi una forma meditativa l’essere concentrati in una sola azione, e soprattutto… bisogna andare con calma.

Nel mio Ipod ho un audiolibro di Eckart Tolle che ad un certo punto invita a compiere le azioni quotidiane con consapevolezza, non meccanicamente ma essendo presenti… ogni piccola azione, come lavarsi le mani ad esempio, può diventare un momento sacro se compiuta coscientemente. In questi giorni sto cercando di provarci, di rallentare, di fare una cosa alla volta e coscientemente, con piena attenzione. E soprattutto sto cercando una maggiore organizzazione, e ho scoperto che la causa prima del mio caos è quella di non portare a termine le azioni che inizio, dalle più banali alle più importanti. E’ che mi annoio prima, ma lasciare le cose incompiute crea un immenso disordine. Se pulisco casa lascio sempre qualcosa in giro, se faccio da mangiare non sistemo mai per bene la cucina, se prendo un vestito dall’armadio poi non richiudo spesso l’armadio… tante piccole cose che creano confusione e disordine.

Il motto del vivere zen è “sorridi, respira, e vai lentamente”. In pratica, ecco alcune regole di vita un po’ più zen che sto cercando di implementare:

  1. Fai una cosa alla volta. Niente più multitasking. Se preparo da mangiare, faccio quello e basta. Un proverbio zen dice: “Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia.
  2. Fallo lentamente. Anche facendo una cosa alla volta è possibile farla male. E’ importante fare le cose con lentezza e piena consapevolezza.
  3. Fallo fino in fondo. Concentrarsi sull’azione e non cambiare azione finchè non si è completata la precedente. Lasciare pulito ed in ordine dopo aver completato un’azione. Quando mi preparo l’insalata vorrei pulire la cucina per bene prima di iniziare a mangiarla.
  4. Fai meno. Per fare le cose per bene e con consapevolezza è importante farne di meno. Sono inoltre convinta che una vita più organizzata possa contribuire a fare più cose e con meno stress…
  5. Lascia un po’ di spazio tra le cose che fai. Concedersi qualche attimo di respiro tra un’azione e l’altra… decisamente una regola che non mi appartiene!
  6. Rendi le tue azioni rituali. Un’azione rituale assume importanza, e di conseguenza richiede piena attenzione. Io sento il bisogno di rendere rituale il tempo occupato in cucina ad elaborare ricette, affinchè diventi un momento piacevole e divertente – come dovrebbe essere – anzichè una fonte di stress e una cosa da fare incastrata tra altre centomila. Qualsiasi cosa che necessiti di attenzione può essere trasormata in un rituale.
  7. Ritaglia del tempo per determinate cose. Ci sono alcune attività che vanno fatte regolarmente, e che per questo richiedono del tempo specifico. Mangiare, pulire, fare esercizio ad esempio. Stabilire dei momenti precisi per queste attività, e del tempo sufficiente, permette di svolgerle al meglio. In particolare voglio stabilire delle “isole di tempo” per l’attività isica, dato che nel mio caos va sempre a finire che non faccio nulla, in favore di altre attività.
  8. Siediti. Nella vita di un monaco Zen la meditazione seduta (zazen) è una attività molto importante, è una pratica per imparare ad essere presenti e consapevoli in un dato istante. Per me correre ha questa valenza, la corsa è una attività molto meditativa per me.
  9. Rendi il cucinare e il pulire una meditazione. Preparare il cibo e pulire sono due attività rituali, che richiedono attenzione e presenza per essere compiute al meglio. Decisamente, ho parecchio da lavorare in questo campo. Rendere queste attività dei rituali può essere pittosto rivoluzionario, perlomeno per quanto riguarda lo stato della mia cucina!
  10. Circondati dello stretto necessario. Ah in questo sono bravina! Abbastanza almeno, giusto ieri ho comprato una sparabiscotti che però non fa un gran lavoro con gli impasti crudisti… accidenti. Comunque, ecco le foto della mia cucina “nuova”.
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    Notare il bellissimo verde della parete, ripreso come cornice delle ante dei mobiletti, una volta tristemente marroni e ora brillanti e vivaci grazie alle manine d’oro del mio papà!

    Notare ovviamente anche i bellissimi disegni DENTRO le cornici verdi, un tempo pannelli tristemente bianchi e ora opere d’arte grazie alla creatività della mia mamma. Nella seconda foto si vede il mio disegno preferito, un gatto bagnato dall’aria avvilita. I gatti sono il tema principale della cucina 🙂

    Notare infine nella terza immagine il comodissimo bancone di lavoro che ha sostituito i fornelli, con mia enorme soddisfazione. Nel ripiano sottostante il mio essiccatore ci sta alla perfezione!!

    Per concludere, ecco la torta di cui avevo parlato:

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    La base è atta con mandorle e datteri frullati. La crema al cioccolato è fatta con latte di mandorla frullato con datteri, vaniglia, cacao e burro di cacao. La crema all’arancia è composta di anacardi frullati con succo di agave, succo e buccia d’arancia. Gli strati sono stati fatti uno alla volta mettendo in freezer la torta prima di creare un nuovo strato di crema, aspettando che il tutto solidificasse per bene.

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  • fulvio

    ciao Sara,
    come ti capisco, sono sicuro che nel lasciare le cose incompiute ti batto nettamente. E quante volte ho fatto i buoni propositi che ti stai facendo ora!!! Ma niente da fare ci ricasco sempre. Forse dovremmo tenere un diario delle cose incompiute, scambiarcelo ogni tanto e insultarci a vicenda, chissà se funzionerebbe:-)

  • mucchetta

    complimenti! bellissima!
    allegra, colorata, divertente e fresca!
    bravissima!
    per quanto riguarda le cose incompiute…ne ho almeno un centinaio tra cui una cinquantina di diete!!!
    ba

  • Doni

    No, il gatto bagnato no! Per fortuna npn ha un’aria così triste, altrimenti non potrei sopportare, se fossi al posto tuo, di vedermelo continuamente davanti!

  • <>

    fossero solo due le attività… fin dalla nascita credo di essere affetto da “multitaskite”… non riesco a concentrarmi su una cosa sola alla volta e — anzi — rendo molto di più se lavoro “distratto” da altre attività che — contemporaneamente — sto compiendo.

    ( lavoro in pensiero laterale? forse… )

    bellissima la cucina e i gatti. 🙂

  • susi

    Finalmente sei tornata!
    La tua cucina è bellissima. Ti invidio i genitori artisti.
    E che arte la tua cucina! La torta deve essere buonissima.
    Quando avrai un po’ di tempo scrivici le dosi.
    Bacioni da Susi

  • susi

    A proposito di disorganizzazione: a noi stai bene così come sei! 😀
    Abbracci,
    Susi

  • Ciao Sara,

    bellissimo post che in certe parole rispecchia il mio modo di vivere: tipo questo che hai scritto che mi ha fatto ridere perchè mi sono proprio vista io “accio proprio fatica a rimanere ferma e concentrata su di un lavoro alla volta, la mia mente scalpita per portarmi a compiere almeno 2 azioni alla volta: tiprego tiprego tiprego basta affettare le zucchine non si potrebbe almeno mandare un sms intanto e magari fare un frullato??” per me: con conseguenza è che un lavoro non lo finisco o dimentico qualcosa (se sto cucinando poi faccio solo casini a fare tante cose in una volta…)
    Seguirò anch’io i consigli zen….anche se pian piano sto cercando di liberarmi di tutto quello che è superfluo (tipo i vestiti che li sto dando via a sacchi o magari li riciclo per farci qualche borsa)

    Quello che vorrei : casa Feng Shui vivere Zen e la ciliegina sarebbe diventare crudista :-)In questi giorni ho capito che le cose le devo fare pian piano una cosa alla volta se no tutto si rovescia…

    grazie per questo bellissimo post…quasi quasi me lo stampo

    un abbraccio
    marta

  • Fulvio la tua idea mi piace assai :)) Guarda io oggi ho una cucina impeccabile, ho resisitito alla tentazione di lasciare che i piatti provassero a lavarsi da soli, ma in compenso lo studio – soprannominato LA STANZA DEGLI ORRORI, è un disastro… ora dimmi le tue incompiute però 🙂

    Mucchetta: beh almeno l’essiccatore non lo hai preso, un povero orfano in cantina in meno 😛

    Doni, il gatto è bellissimo!! Va bene, al prossimo post ti faccio vedere il maialino rosa sognante che vola..

    Marco, ma allora la multitaskite dovrebbe essere riconosciuta ufficialmente come malattia!

    Susi, grazie 🙂 però le dosi della torta non le so, vado ad occhio come sempre e poi non riesco mai a riprodurle (l’ho detto che sono poco organizzata, vero?) 🙂

    Marta, come immagini ti capisco bene… liberarsi del superfluo è davvero bello per me, e il crudismo è davvero zen, per questo mi piace. Il mio prossimo passo sarà la liberazione dall’auto, anche perchè la prossima revisione non so se riuscirà a passarla…:)

  • fulvio

    In primo luogo devo ringraziarti perchè mi hai dato lo stimolo per cercare di venire a capo di una situazione disastrosa che si è creata da quando abito in affitto in un nuovo appartamento (sto vendendo quello vecchio). E’ praticamente impossibile parlare di cose compiute e incompiute, così ho deciso che ogni giorno devo fare qualcosa perciò che le cose siano più in ordine che nel giorno precedente (e non il contrario come è avvenuto finora). In questo modo devo essere giocoforza multitasking, ma almeno un multitaskig organizzato.
    Se devo elencarti tutte le mie incompiute devo andare indietro almeno fino al tempo delle medie e allora non la finiamo più…qui bisogna fissare delle regole, quando parli di cose incompiute ti riferisci soprattutto ai lavori di casa di tutti i giorni?

  • robo

    Non è che stai solo cercando delle scuse da usare al nuovo lavoro? Del tipo: “Scusate, ma devo lavorare di meno” – “Scusate, ma devo lavorare lentamente” – “Ah no, non posso fare più cose in una volta” – “Scusate ma adesso devo sedermi, se non vi sta bene lamentatevi con lo zen” – “Ho appena finito una cosa non posso farne subito un’altra” – e cosi via…

  • in effetti potrei rispondere che seguo la teoria zen, quando qualcuno mi rinfaccia che sono accidioso.^_^!

  • Madò, la cucina è fantastica, e la torta di più!

  • Ma siamo proprio uguali!
    Anche io ho gli stessi problemi, ma sono sempre problemi? Chissà? A volte mi va bene fare tante cose contemporaneamente, a volte no…
    I consigli Zen sono bellissimi e alcuni già li conoscevo…
    Tutte le cose che faccio (a volte insieme) sono sul mio blog, arrivederci!
    Stefano