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( tempo di lettura 6 minuti )

Non so se ce la faccio ad aggiornare il blog… per ben due volte ho perso tutto quello che avevo scritto… e non posso lanciare il pc dalla finestra perche’ non e’ mio… io ci riprovo ma e’ l’ultima… e solo perche’ sono contenta e rilassata, seduta nel letto davanti ad una finestra che da su un pino gigante, e tutto e’ bianco, anzi sta nevicando proprio adesso. Sto aspettando Steven che e’ all’Universita’ per l’ultimo esame del semester, e mi rilasso, solo le 8.30 ora locale mentre da voi sono le 16.30.

Il viaggio e’ andato bene, faticoso comunque. E’ durato 19 ore perche’ avevo uno scalo a Francoforte ed uno a Filadelfia, che sia per questo che il biglietto costava poco?
Inoltre non ho dormito un accidenti, ieri notte per finire I bagagli avevo dormito solo 4 ore e nonostrante la stanchezza ed una pillola di melatonina presa a bordo non ho chiuso occhio. Ho rischiato pero’ di dover dormire a Filadelfia.
Che caos!
L’avventura comincia durante il viaggio intercontinentale, dove le hostess ci fanno compilare dei moduli per l’immigrazione. Io ne ho dovuti riscrivere 3 prima di imbroccarla. Uno degli errori commessi e’ stato quello di scrivere sbagliati i numeri 1 e 7. Infatti guai a scrivere l’1 con la “codina” per capirci, bisogna scriverlo come semplice linea orizzontale l, ed il 7 va senza stanghetta orizzontale, senno’ chissa’ che numeri pensavano mi fossi inventata!!
E comunque nei moduli e nei numerosi controlli in aeroporto vogliono accertarsi continuamente che non abbia intenzione di rimanere negli usa, che abbia un biglietto di ritorno ed un posto dove stare. Li rassicuro come posso e una volta atterrata a Filadelfia mi avvio tutta fiera al controllo col mio modulo perfetto. E scopro ce mi hanno dato a compilare quello bianco invece di quello giusto, che e’ verde, e rifaccio la fila compilando il modulo verde esattamente identico a quello bianco, solo che e’ verde. E rispondo alle stesse domande di nuovo. Si che torno a casa, si che sono solo in vacanza e non andro’ tanto in giro, anzi mi muro a casa di Steven, indirizzo in allegato. E no, non ho malattie infettive, non sono terrorista e non ho intenzione di uccidere nessuno (giuro).
Mio padre venne negli usa nel 1986 e dovette compilare un modulo dove dichiarava di non essere comunista. A me non l’hanno chiesto ma in compenso ho dovuto dichiarare di non essere nazista. Sono cambiati i tempi si vede.
Dopo averli rassicurati che sono brava, buona ed innocente e che non li importunero’ a lungo, e dopo aver anche donato le impronte digitali di entrambi I miei indici, posso passare, welcome to the usa!
Mi dirigo speranzosa alla raccolta bagagli, trovo con gioia la valigia e mi incammino nuovamente fino ad incontrare un nastro trasportatore al quale affdo con fiducia nuovamente la mia valigia, confidando di reincontrarla a Denver.
Mi faccio la fila di un altro controllo passaporti, ma non ho la carta d’imbarco, devo andare al terminal D ad ottenerla, esco quindi dall’aeroporto e prendo un bus, arrivo al terminal e OOPS ci siamo sbagliati, dovevo andare al C.
Arrivo al C, faccio la fila e mi dicono che e’ troppo tardi (e ci credo, mi avete fatto perdere una marea di tempo a chiedermi Chi siete? Dove andate? Si ma quanti siete? Un fiorino!) e che ormai devo partire l’indomani.
I miei capelli bianchi passano da 5 (sono monitorati) a 10 all’istante. Penso che e’ mezzanotte ora di sara, che sono in piedi dalle 6, che Steven mi deve venire a prendere, che il mio bagaglio andra’ perduto per sempre, che dovro’ dormire sui sedili dell’aeroporto… ed una forza soprannaturale si impossessa di me e comincio a rompere le balle a tutti finche’ non trovo un supervisor, lo importuno e lui finalmente sfinito mi fa promettere che mi imbarca se saro’ veloce a correre al gate.
Gli vorrei dire che finalmente sto comprendendo il senso di tutti quei km percorsi al parco, tutti gli allenamenti alle 5 del mattino in agosto, alle 6 di sera al freddo di novembre…ebbene tutto cio’ ha avuto un senso piu’ profondo che non la sola distruzione della cellulite, e questo significato si sta palesando ora, in questa corsa contro il tempo verso il gate 29C. Vorrei dire tutto questo al supervisor, e che non lo deludero’, correro’ e raggiungero’ quello dannato gate, e consegnero’ qualla fottuta boarding card, maledizione! Ma non ho tempo, quindi gli ho solo detto YES SIR, gli ho strappato di mano la carta e mi son messa a correre. E poi mi sono fermata. Controllo alla security, dannazione! Via le scarpe, via la giacca, quella prima di me nella fila faceva bip bip in continuazione, ma finalmente passo, e corro, non che mi dispiaccia correre dopo 9 di aereo, e faccio lo slalom tra la gente, mi sento un po’ come in un film (Americano ovviamente). Alla fine mi imbarco, crollo sul sedile, e via altre 4 ore. Col cavolo che dormo, mentre sono le 2 ora di Sara.

Lo ammetto, a me viaggiare in aereo piace tantissimo. Il decollo e l’atterraggio in particolare mi esaltano sempre, e poi sto continuamente col naso incollato al finestrino. E poi in aereo c’e’ sempre il sole. Ogni volta mi impressiona pensare che sono in aria, che sto volando.. Beh non proprio per merito mio ma sto partecipando ad una esperienza straordinaria. Allo stesso tempo non posso fare a meno di pensare all’impatto ambientale di questa esperienza straordinaria, e mi ritrovo e riflettere su quanti anni di biocrudismo ci vogliono per pareggiare il volo che ho fatto.

Nel frattempoin mattinata la neve ha cominciato a scendere piu’ fitta, ho conosciuto il padre di steven mentre giravo per casa affamata, abbiamo chiacchierato un po’ in italiano, e mi ha fatto vedere l’itinerario dl viaggio che sta progettando, 2 mesi in sudamerica, mentre io morivo di invidia, mangiando una Larabar (barretta crudista) e bevendo Kombucha (kefir di acqua) che mi ha preso Steven come spuntino.
Stasera usciro’ con I suoi amici in un bioristorante vegan. Per le occasioni mondane mi son portata anche le scarpine col tacco, ma ci saranno gia’ 10 cm di neve e son solo le 10 del mattino…

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  • (LA)bura

    complimenti gran bel post, sembra uno dei miei!! ahahahah

    Buona continuazione…..

    ALE

  • Si è vero … sembra proprio uno dei post del Bura…. Complimenti !! Hai reso in pieno l’idea… Che bello il mondo però, da te nevica da me ci sono 38 gradi… e ti invidio da morire perchè odio il caldo. Chiedi in giro se li vicino c’è un posto che si chiama Jericho… c’hanno fatto un telefilm assurdo che qua diventato molto popolare. Tienici aggiornati.

  • Anonimo

    Ecco, io invece vorrei essere da te, con i tuoi 38 gradi! Il solito: chi ha pane non ha denti e viceversa! Vergognati….:)

  • Barbara&Alessia

    Siamo contente che sei arrivata sana e salva… Con la valigia… 😀

  • Doni

    Non ho parole…in compenso però ho le 4 risate che mi hai fatto fare!:-)