Tredicesimo giorno

tempo di lettura 13 minuti

Giorno 13 peso 59.0

Che dire, grazie a tutti per il dibattito in corso, grazie a chi mi sostiene e grazie a chi si preoccupa. Cercherò di dare qualche risposta, meno male che il venerdi pomeriggio non lavoro 🙂

Dunque da che parte comincio… beh intanto vorrei dire due cose su di me, per chiarire perchè non sono una aspirante anoressica. Dunque diciamo che ho iniziato ad appassionarmi allo studio dell’alimentazione da quando avevo 12 anni, grazie a mia madre che non mi ha mai mandata a scuola con una merendina, che mi faceva mangiare la verdura cruda ogni santo giorno, e che quando avevo appunto 12 anni era nella fase macrobiotica. Grazie ai libri che giravano per casa già mi impegnavo a mangiare seguendo le regole delle combinazioni alimentari e cercavo di rispettare i ritmi circadiani del mio organismo, per non parlare degli intrugli che preparavo perchè al contempo mi ero fissata sulla cosmesi naturale. Insomma, per l’epoca e per l’età il tutto era già pioneristico, ad ogni modo non ho mai smesso di studiare ogni teoria che mi capitava sottomano, anche quelle che promuovevano il consumo di cibi animali, in totale opposizione alle mie convinzioni etiche, giusto per essere sicura di cosa affermasse “il nemico”.
E’ stato dopo anni di esplorazioni che sono approdata al crudismo vegan, e all’igienismo in genere. E al digiuno terapeutico. Attualmente sto cercando di inquadrare le mie conoscenze acquisendo anche un “pezzo di carta”, sono al secondo anno di una scuola naturopatica. Tanto per rendermi più ufficiale ecco.

Tutto questo giro per dire che, senza presunzione, credo di fare quello che faccio con un minimo di cognizione di causa, non sono sprovveduta, e non ho semplicemente smesso di mangiare per raggiungere un ideale di magrezza. Nulla di più lontano dalla realtà.
Se posso dirlo, una cosa che mi differenzia da una anoressica è il rispetto che ho di me stessa. Purtroppo l’anoressica si fa del male, sa di farlo, e insiste con l’atteggiamento autodistruttivo, ed in generale questo è dovuto alla poca autostima. Perdonatemi per questa psicologia spicciola, ma in ogni caso la sottoscritta, presuntuosamente, non ha grossi problemi di autostima.
Io ho un immenso rispetto di me stessa, e da qui le mie scelte alimentari, che seguo perchè convinta di fare il meglio che posso fare per me. Il digiuno rientra pienamente in questo contesto, è un grande atto di rispetto, cura e amore nei miei confronti, sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Questo per rispondere all’anonimo n.2, che ringrazio per la sua preoccupazione, ma davvero l’anoressia non è il mio caso. Credo di essere la persona più lontana da questa malattia. In quanto al fatto che cito il mio peso in calo, e che me ne compiaccio, beh, concedimelo, ho le mie debolezze e sono vanitosa anche io! Mi piace vestirmi bene, essere carina, truccarmi, e infilarmi un paio di jeans taglia 42, perchè mi vedo ancora più carina allo specchio. Credimi, è tutto qui, non c’è davvero altro dietro. E non vorrei scendere sotto i 55 kg, adoro le mie curve.

A questo punto due parole sul digiuno, per rispondere alle preoccupazioni di Cri, e per far capire all’anonimo n.1 che effettivamente 12, ma anche 14, 21, e fino a 40 giorni di digiuno possono essere una cosa intelligente da fare.
Mi perdonerete se qui faccio un po’ di copia-incolla, ci sono diversi siti in rete gestiti da medici che promuovono e fanno praticare con successo il digiuno terapeutico prolungato ai loro pazienti, arrivando a curare malattie anche molto gravi.
Quindi attingo dai luminari, anche perchè sono un tantino pigra 🙂
I due documenti sono alla fine del post, per chi vuole saperne di più, inoltre vi invito ancora a visitare il sito del Dott. Simeone www.digiuno.it che è molto esplicativo, e riporta anche uno studio scientifico che dimostra le eccezionali capacità ringiovanenti del digiuno.

Nel frattempo, per rispondere a Slimm, credo che se un giorno per cause di forza maggiore sarò costretta a tornare onnivora (ma deve essere proprio una situazione eccezionale!!), sono certa che sarò in grado di gestire il cambiamento al meglio, e senza essere presuntuosa sono convinta anche meglio degli altri. Per fare un esempio, se due persone sono costrette ad essere prese a schiaffoni in faccia, ma una ha appena iniziato a subire, mentre l’altra è sotto tortura da 3 ore, chi è più in grado di gestire gli schiaffoni? Secondo me quello più “fresco”, ha più resistenza.
Bacini alla pancina 🙂

Volevo poi dire a Waki che hai ragione su quello che dici. In fondo, si possono trovare studi scientifici che dimostrano tutto e il contrario di tutto, dipende da quello che si vuole ottenere. E’ per questo che non credo agli studi scientifici. Recentemente ho sentito che è stato dimostrato che la cioccolata non ha nessuna virtù terapeutica, dopo che ci hanno rotto le scatole una vita esaltando i suoi benefici sul cervello, e le endorfine, e mille cazzate. Insomma come fai a fidarti? 🙂
Io mi fido di più delle esperienze. E di me stessa sopra ogni altra cosa.
Non ho certezze assolute, anche se qui sembro molto rigorosa con le mie scelte. In realtà sono anche pronta a smentirmi il giorno che non starò bene, a tornare indietro, a cambiare idea, proprio perchè mi voglio bene. Il mio crudismo, e anche il mio digiuno, non sono alla fin fine altro che un esperimento, che testimonio su di un blog perchè sia alla portata di tutti. Ho provato il crudismo, per vedere come si stava, e si stava proprio bene, Lo continuo. Sto provando il digiuno, per vedere come si sta, e per ora è una esperienza strepitosa, a livello mentale più che fisico. Se domani sentirò che non va più bene lo interromperò.
Non mi interessa avere ragione, diventare una modella, o autodistruggermi.
Mi interessa esplorare me stessa, imparare cose nuove, fare una esperienza, e possibilmente ringiovanire.
Inoltre, non mi si è inflaccidito il culo, anzi mi vedo bella tonica 🙂

Scrive il Dott. S. Mangano, medico chirurgo:

Col digiuno il corpo utilizza per le necessità metaboliche le sue riserve e i suoi stessi tessuti: non si assumono alimenti e quindi l’eterofagia si annulla e l’organismo vivente diventa completamente autofago, si nutre cioè di se stesso. Questa condizione la troviamo in natura in varie circostanze: durante lo sviluppo dell’uovo, durante la metamorfosi (fase vitale paragonabile per l’entità dei rimaneggiamenti organici al periodo embrionale) inoltre durante il letargo e il sonno. Quest’ultimo è caratterizzato dall’arresto delle attività di relazione, da un cambiamento dello stato di coscienza ma anche da un lungo intervallo tra cena e colazione: un ciclico naturale digiuno che si associa a indispensabili processi di recupero, sia fisici che psichici; d’altra parte il letargo è qualcosa di più di un adattamento ad una stagione inclemente: può essere visto come un lungo sonno rigeneratore. La condizione di autotrofia la ritroviamo ancora durante l’estro: stambecchi, cervi, camosci e altri animali, ad es. le foche, digiunano nel periodo dell’estro, durante il quale i maschi sono intensamente attivi negli accoppiamenti e nelle lotte con i rivali. I salmoni non si alimentano durante il viaggio di risalita dei fiumi per raggiungere il luogo degli accoppiamenti, e il loro corpo si riduce progressivamente, mentre si accrescono notevolmente gli organi riproduttivi. Ed ancora l’autofagia è presente durante la migrazione. Gli uccelli migratori percorrono anche migliaia di chilometri, ma le energie per il volo prolungato sono fornite dalle riserve. Non è certo da trascurare, in fine, il digiuno occasionale: gli animali digiunano istintivamente se feriti , malati o se in condizioni di paura o disagio.

Sono quindi numerose e varie le circostanze durante le quali gli esseri viventi si trovano in condizione di completa autofagia: da una parte periodo embrionale, metamorfosi, letargo, sonno, ferite, malattie: condizioni che si associano sempre all’inattività o alla scarsa attività muscolare, al riposo, e comportano intensi processi costruttivi, di rimaneggiamento, oppure riparo dei danni organici e recupero psicofisico. Dall’altra periodo dell’estro e migrazione, caratterizzate da attività intense, determinanti per la sopravvivenza della specie.

La condizione di autofagia potenzia quindi la capacità del corpo di ridistribuire e polarizzare l’energia in modo finalistico e così potranno essere intensificate straordinariamente le funzioni che permettono, di volta in volta, la sopravvivenza dell’individuo o della specie: riproduzione, intensa attività muscolare oppure trasformazione, rigenerazione, riparazione organica associate ad inattività.

In particolare a noi interessa la completa autotrofia che in natura si accompagna al rinnovamento, alla rigenerazione, alla guarigione: quella cioè che caratterizza i periodi embrionale e della metamorfosi, (durante i quali l’animale costruisce o ristruttura il corpo attingendo esclusivamente alle riserve e alla propria materia vivente) quella che è connessa al sonno e al letargo ( non solo tutti gli animali arrestano ritmicamente le attività e l’alimentazione durante il sonno rigeneratore, ma nel corso dell’anno presentano periodi di stasi e forte riduzione dell’alimentazione anche le specie che non entrano in letargo, tra cui anche le popolazioni umane primitive); e ancora quella con cui gli animali che vivono lontani dai condizionamenti umani, ma spesso anche gli animali domestici, favoriscono la guarigione di traumi e malattie.

In tutte queste fasi vitali troviamo l’autofagia associata all’inattività: digiuno e riposo appaiono pertanto naturalmente connessi ai profondi rimaneggiamenti organici della guarigione e della rigenerazione.

Tali condizioni favoriscano analoghi processi nella sfera mentale e spirituale: a riprova di quanto detto ricordiamo come il digiuno sia un aspetto integrante di numerose pratiche ascetiche, di purificazione, di evoluzione e di ricerca del divino.

Gli effetti mentali del digiuno si manifestano sia nella sfera puramente razionale che in quella emotiva ed istintuale. La sensibilità e l’emotività si affinano, l’attenzione, la concentrazione e la memoria possono migliorare notevolmente, così le capacità logiche e soprattutto quelle intuitive. Idee nuove affiorano, si intuisce il significato di vicende rimaste oscure, si progetta il futuro.

L’Io allenta le forzature, diventa più disponibile a farsi permeare dalle istanze intime e l’individuo potrà così più liberamente ripiegarsi a cogliere le esigenze profonde e le direttive del Sé, nucleo centrale e vivificatore della psiche, iniziando una trasformazione evolutiva che porterà ad una vita più ricca e partecipe, a maggiore consapevolezza, spontaneità, integrazione.

Questa azione profonda e totale, sul piano organico e su quello mentale e psichico, fa del digiuno la condizione ideale per qualunque trasformazione evolutiva: per la ricerca del nuovo e del cambiamento, per il superamento di dipendenze, per sperimentare una via senza pari di salute, di equilibrio, di guarigione.

Scrive il Dott. Simeone:

I LUOGHI COMUNI

A tale proposito, ci sembra utile ricordare che alcuni luoghi comuni sul digiuno sono ormai cancellati dagli studi e dall’esperienza degli ultimi anni e quindi, in sintesi, è bene precisare che:

1 – Con il digiuno non si perde massa corporea magra, cioè massa muscolare; infatti, a parte il fatto che gli 8 aminoacidi essenziali sono integrati, va detto anche che in un digiuno l’organismo è tranquillamente in grado di riciclare gli aminoacidi recuperati nel normale catabolismo proteico. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che l’organismo è in grado di produrre energia e zuccheri a partire dai corpi chetonici, come già ampiamente spiegato nel capitolo 2 e nella home page. Detto in parole molto semplici, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, con il digiuno non si perde massa corporea magra, cioè massa muscolare.

2 – Durante il digiuno non si perdono liquidi intracellulari ma solo grassi e liquidi extracellulari. Infatti, nonostante nei primissimi giorni l’organismo elimini i ristagni, cioè gli accumuli eccessivi di liquido extracellulare, come gonfiori alle gambe o alle mani, è anche vero che esso (questa è la cosa più importante) acquista liquidi a livello intracellulare ringiovanendo effettivamente i propri tessuti. Basti pensare che uno dei parametri dell’invecchiamento è proprio la perdita di liquidi intracellulari. Ne è buon testimone la pelle che, senza ricorrere a creme idratanti o altro, acquista una elasticità ed una bellezza che i pazienti stessi possono riscontrare immediatamente alla fine del digiuno o anche dopo i primi giorni; ciò è dovuto anche alla eliminazione dei radicali liberi dai tessuti, essendo i primi responsabili dell’invecchiamento cellulare. Ecco spiegato il perché di una grande elasticità e salute, non solo dal tessuto cutaneo, con conseguente miglioramento dell’aspetto e di tutto l’organismo.

3 – I corpi chetonici sono un normale prodotto dei metabolismo dei grassi che naturalmente aumenta durante un digiuno e questo aumento fisiologico è normale e non deve essere confuso con un segno di sofferenza dell’organismo: infatti, nutrendosi solo di grassi è normale un aumento di corpi chetonici. Solo se ciò si verifica durante una normale alimentazione nel bambino o nell’adulto è segno di malattia dismetabolica. Inoltre, come già più volte detto, i corpi chetonici vengono utilizzati per produrre energia e zuccheri, salvaguardando le proteine.

4 – Per quanto riguarda il rischio di riprendere i chili perduti, bisogna dire semplicemente che il digiuno ha solo lo scopo di far ritrovare in breve tempo un’ottima forma psico-fisica e riesce a farlo nel modo migliore, meglio di qualsiasi altra terapia. Di conseguenza non si può chiedere al digiuno (come, del resto, a qualsiasi altra dieta) di non farci riprendere peso: questo lo possiamo, infatti, chiedere solo a noi stessi, modificando in meglio il nostro rapporto con il cibo e il nostro stile di vita, acquisendo tutti i segreti per una buona gestione della nostra salute e del nostro peso. A tale proposito, secondo la nostra esperienza, l’ideale formula per acquisire uno stato ottimale di forma è “la Dieta Metabolica”.

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