Settimo giorno

( tempo di lettura 3 minuti )

Settimo giorno a frullati verdi. Cioè non proprio, perchè ieri ho “sgarrato”, a causa del fatto che non avevo fatto colazione, e alle 2 avevo così fame che quando mi sono messa a tagliare la frutta da frullare ho deciso di mangiarla così com’era, e poi ho mangiato un po’ di crackers di semi di lino (che non ho più spedito perchè mi costava 40 euro mandarli in Inghilterra!! Assurdo!!), e alla sera insalata con miso e avocado e datteri con noci brasiliane.
Avevo così deciso di interrompere il periodo disintossicante, ma poi ci ho ripensato e oggi ho ripreso da dove avevo lasciato. Infatti la mia lingua aveva cominciato a ricoprirsi di una patina bianca, segno di tossine in movimento, e teoricamente bisognerebbe continuare finchè non torna bella rosa, ovvero quando l’organismo si è un bel po’ ripulito.
Quello che noto maggiormente quando sono faccio queste cure depurative sono le abitudini alimentari degli altri, le pubblicità in TV sui prodotti alimentari e i vari programmi sul cibo, e la sensazione generale che ne ricevo è quella di una società fortemente dipendente dal cibo, in modo non sempre sano, perchè il cibo diventa surrogato di troppe sensazioni e sentimenti. Serve quando si è giù, si è frustrati, si è felici, si è da soli, si è con gli altri, ci si deve rilassare, ci si deve tirare su…. non sappiamo più quando abbiamo davvero fame, ed è così che sviluppiamo una dipendenza malata dal cibo, e il cibo non basta mai, e diventa sempre più stimolante e ci crea dipendenza.
Tutta questa mania culinaria ed enologica dilagante mi incuriosisce. Vedo in TV o nelle riviste la continua e sola ricerca dell’appagamento del gusto, nella soddisfazione delle papille gustative sempre più intontite dai sapori, e per contro l’ossessione di tanti nel cercare di “resistere” finchè si può, e poi farsi la grande concessione, magari nel weekend, di un pranzo luculliano perchè “ce lo meritiamo” ed è un modo di volersi bene.
Anche io sono stata così per la maggior parte della mia vita, a certe cose non potevo rinunciare perchè mi sembrava di condannarmi ad una vita triste e grama. Poi ho realizzato che forse ero vittima di troppo marketing pubblicitario e il mio organismo era troppo intossicato. Ora volermi bene vuol dire fare la cura dl frullato verde, molti cibi mi attraggono quando li vedo e li annuso, so che sono buoni, e che il mio palato li apprezzerebbe, ma scelgo comunque di non mangiarli per mille motivi validissimi che non me li fanno rimpiangere affatto, e non mi sento menomata per questo. Anzi, mi sento incredibilmente libera.

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  • lia

    Ciao Sara!
    Quello che dici è molto giusto…In questi giorni (da poco più di una settimana) mi sto nutrendo di vegetali crudi e semi con qualche eccezione: legumi cotti e patate ma solo una porzione alla sera, a rotazione (x ora preferisco così). Sono stupita di come il mio istinto alimentare sia appagato, io non ho bisogno di altro e in effetti se desidero ardentemente qualcosa è frutta (fragole o mele fuji, yess!). Se ci si limitasse ad ascoltare il proprio corpo e le sue richieste!
    In particolare a me danno da pensare quelle pubblicità di prodotti “alimentari” tipo crema di yogurt con ca**atine al cioccolato e simili…mi stupisco di me stessa perchè il mio pensiero automatico ora (dopo un anno da vegan e pochi giorni quasi crudisti) è: una cosa così non mi appaga, non mi serve e mi ricordo come stavo male quando la mangiavo!… Tra un “cibo” del genere e un mucchietto di datteri medjoul secondo te cosa scelgo? 😀
    Ah, ti avevo scritto dell’acidità di stomaco: sono giunta alla conclusione che dipendesse dal consumo forse eccessivo di infuso di karkadé e rosa canina o tè bancha. Li ho sostituiti con acqua (anche toiepida a volte) e succo di limone, passato tutto. Ho sempre molta sete, visto che escluderei la disidratazione immagino che sia disintossicazione…
    E sto anche ricominciando a correre (correre x ora è una parola grossa)!
    Dimmi che ne pensi dei funghi, ogni tanto qualche prataiolo crudo nell’insalata ci sta? Mi piacciono molto ma dicono di non mangiarne troppi…
    ciao, scusa il papiro è che sono troppo contenta di come mi sento in questi giorni e volevo fartelo sapere!!

  • Wow ma stai andando alla grande!!!!
    Anche con legumi e patate la tua dieta è ottima, anzi rimani così per un po’, adattati per bene, e poi decidi se “fare il salto” oppure no. Potresti anche decidere che ti sta bene mantenere questi cibi cotti, non è certo la fine del mondo (anche io ogni tanto li mangio), l’importante è che ascolti l’organismo!
    A me danno da pensare quelle pubblicità che ti inculcano bisogni immagnari, come i probiotici, i cereali pieni di fibre per andare in bagno…mah!
    E comunque, viva i medjoul, comunque e sempre :-))
    Sui funghi…..io li adoro!!! Qui non li trovo mai bio, e non li mangio, ma appena posso quando vado in inghilterra li prendo sempre! Ci sono pareri contrastanti sui funghi, ma io dico che nel dubbio….vanno mangiati 🙂
    Non mi hanno mai dato problemi, e sono ricchi di proteine.
    Grazie del messaggio, tienimi aggiornata!!

  • patty

    Fino a 2kg e con dimensioni totali che non superino i 90cm (lato più lungo max 60cm) puoi spedire in Inghilterra con posta prioritaria o raccomandata a prezzi abbordabilissimi. Non farti fregare da quei ladri delle poste che cercano sempre di convincere la gente a fare pacchi costosi e inutili. Ti lascio il link per le tariffe sul sito delle poste: prioritaria http://www.poste.it/postali/prioritaria/tariffe.shtml
    e raccomandata http://www.poste.it/postali/raccomandata/tariffe.shtml

    Non penso che manderesti più di due kg di crackers, giusto? 😉
    In posta cercano sempre di far fare i pacchi perché le persone si impressionano con peso e dimensioni. Ciao, Patty.
    P.S. Ti leggo da un po’ e mi piace molto il tuo stile di vita. Io sono vegetariana e non diventerò mai vegana o crudista, ma ti ammiro.

  • Patty grazie!!!!
    Io avevo guardato proprio nel sito delle poste, ma non avevo mica trovato quelle pagine li!! Sei stata preziosissima, grazie davvero!!
    Comunque arrivo a 2.5 kg di roba, devo comunque togliere, ho usato tutti i semi di lino del negozio 🙂
    Mai dire mai Patty, io sono stata vegetariana per 14 anni e poi guarda come mi sono ridotta 😉

    Un bacio e ancora grazie!!

  • Ciao carissima, grazie per il link, sei stata gentilissima. Io l’ho messo nel mio blog perchè le cose che scrivi sono molto interessanti e ti rinnovo ancora i complimenti per ogni cosa. Sappi che anche qua in Australia ti leggono 🙂

  • Lo so di avere lettori australiani (vedi il link di Slimm!) ma lo sai che il crudismo è già più conosciuto laggiù che qua?
    Il link tuo l’ho messo perchè ti leggo tutti i giorni 🙂
    Mi fai un favore? Me la saluti la tu mamma?
    PS sono davvero contenta che Pesaro e Australia siano di nuovo in rapporti civili 😉

  • Eh, ma allora siamo tutti Marchigiani??

  • Anch’io sono conento che tutto sia tornato sereno. Ma è stata dura stavolta 🙂 Senti, perchè tu e Jason non cominciate a pianificarlo ‘sto viaggio quaggiù ? eddai no ?

  • X SLIM: e checcifai a Canberra ? 🙂 Vieni qua al sud che si sta meglio 🙂 A proposito degli animali di cui parli nel tuo blog…. farò un post dedicato a loro nei prossimi giorni 🙂 in questo periodo ad Adelaide ci sono le feste. Pensa te.

  • Enrico ciao!! Io mi sono sposata con un Aussie che ho incontrato a Londra, e cosi’ siamo finiti qui, nella sua homeland! Io verrei ovunque ma Matt non e’ molto avventuroso , sai nel lasciare il lavoro e famiglia etc. Adesso devo uscire ma stasera faccio un salto nel tuo blog. Ciao Enrico.
    Ciao Sara!!

  • Comunque, più utilizzo internet e più mi rendo conto di quanto immenso sia questo metodo di comunicazione. Due italiani che ciarlano dall’Australia sul sito della Sara … pazzesco 🙂

  • Si infatti questa cosa è buffissima 🙂
    Poi Slim, leggo che sei marchigiana? Di dove? Ma sai che ho abitato a Pesaro? (con Enrico, ndr ;-)).
    Ma sarà piccolo sto mondo?
    😀

  • Io vengo da un paesino chiamato Monte San Vito, piccolo piccolo in provincia di Ancona, Tra Falconara Marittima e Jesi. Riguardo Internet: persino mia madre che e’ nata nel 1873, ha dichiarato che non potrebbe piu’ farne a meno;-P
    Ps: Pesaro la conosco bene, perche’ci ho praticamente vissuto per 3 anni. A 15 anni mi ribellavo contro tutto non andando a scuola e cosi’ mia madre mi ha spedi’ in collegio. Al famigerato “Leonardo da Vinci”…brrrrr ho ancora i brividi solo a pensarci!!

  • Volevo dire mi ha spedita, poi ho corretto( male) e quindi e’ venuto fuori quel curioso ” mi ha spedi’”
    😉

  • Insomma eri tremenda sin da piccolissima 😀
    Forse di Pesaro non hai allora un gran bel ricordo 🙂
    Io invece la adoro, dovrò tornarci a fare un giro prima o poi!!

  • Si ero una ribelle. Non ho ancora capito a cosa mi ribellavo ma ero un po’ irrequieta. Pesaro e’ stupenda e nonostante i brutti ricordi del collegio, ne conservo altri belli, di amici e posti indimenticabili.

  • mi sembra quasi di intromettermi in una discussione intima tra famigliari, ma il tuo post, cara sara, mi ha dato da pensare. Quello che dici è giusto, ma usa lo stesso linguaggio di gruppi religiosi settari che guardano il mondo come qualcosa di estraneo. Mi lascia perplessa, soprattutto perché ripeto, come ben sai su pubblicità è marketing siamo daccordo. Ma sono convinta che si possa fare una scelta libera senza separarsi così radicalmente. E ti dico questo con grande rispetto, perché so che che non hai un atteggiamento propagandistico né di qualcuno che si crede meglio di un altro. Davvero, è lodevole! Volevo aggiungere alla tua riflessione un dettaglio: la mania culinaria di tv e riviste non ricerca l’appagamento del gusto. La pubblicità del cibo in genere cerca di liberare dai sensi di colpa e vanta sapori tradizionali quando in realtà vende un prodotto molto più visivo che non gustativo… La pubblicità è consapevole di giocare su un terreno emotivo e visivo molto più che non gustativo. Cioè, all’ingrosso si pagano più care le mele “belle” e che non vanno a male sugli scaffali piuttosto che le mele “buone”. Il gusto non è neanche preso in considerazione. (waki in marketing-mood)

  • guarda vani, mi scuso ancor prima che tu risponda, chi cazzo sono io per scriverti quella pappardella. Non c’erano davvero cattive intenzioni, ma noto che in questi giorni tutto quello che scrivo è (forse giustamente) male interpretato, quindi fai come se non avessi letto. La mia capacità comunicativa va a periodi, e devo credere che questo non è davvero un periodo buono… quindi scusami.. 🙁

  • Carissima Waki, non scusarti affatto! Anzi, i tuoi commenti mi fanno sempre molto piacere, perchè ti considero una persona dotata di fine intelligenza. Ho riletto attentamente il mio post dopo il tuo commento, perchè il fatto che io possa dare l’idea di parlare come i testimoni di geova mi ha colpita (anche terrorizzata se vuoi!). Però, come anche hai notato pure tu, io non voglio convincere nessuno, la mia scelta è personale, te lo può confermare anche quell’Enrico di sopra col quale ho condiviso 5 anni di vita, e che di vegetariano ha molto poco 😉
    Sul fatto che non sia assolutamente necessario fare scelte radicali come la mia sono del tutto d’accordo, da quel che leggo anche tu fai delle scelte alimentari libere e consapevoli, che io stimo, ma nonostante ciò qualche critica vedo che ti arriva lo stesso, da persone che ti giudicano rigida o fissata col peso. Qualunque cosa uno scelga di fare, sarà sempre visto come estremo o esagerato da qualcun altro. Io sono contenta di come mangio, mi da gioia, e il solo fatto che sia una scelta consapevole fa si che non la veda come una rinuncia, insomma io non sto facendo penitenza, un fioretto, o sto rispettando il voto di castità per raggiungere il regno dei cieli prima degli altri. A me non costa fatica, mi piace, mi fa stare bene, e nel momento in cui non dovesse più essere così cambierò di sicuro. E sarò criticata da qualcuno di non essere coerente 😉
    Mi auguro davvero di non avere la rigidità mentale di chi fa parte di una setta. E’ forse anche per questo che, a parte le abitudini alimentari, non sento l’esigenza di fare la frichettona, andare a vivere nei boschi, o smettere di lavarmi e pettinarmi. Insomma a vedermi sono banale e normalissima. E ho amici “convenzionali”.
    Per finire, grazie per le tue considerazioni sul marketing culinario. Mi sa che c’hai ragione, il tutto, più che sul gusto, è molto giocato sulla vista. Molto più facile da vendere, e permette di rimanere sulla superficie delle cose.

  • ( – sì, hai ragione, anch’io cul mio blog ricevo critiche in continuazione da chi mi giudica troppo rigida. E visto che a me dà decisamente sui nervi che mi si giudichi oltretutto basandosi su quello che scrivo in un blog volutamente monotematico, volevo evitare che tu interpretassi come un giudizio il mio commento di cui sopra. Non ti giudico e anzi ti stimo – )

    ( – stamattina mangiando un kiwi particolarmente buono ho pensato a te e ho capito quando parli della GIOIA di mangiare frutta – )