Sei sicuro che la tua dieta vegan sia equilibrata?

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( tempo di lettura 7 minuti )

Sempre più spesso ricevo richieste di aiuto da persone totalmente in crisi con l’alimentazione.

Durante una delle mie ultime consulenze ho ad esempio incontrato Vanessa, che come molte altre persone mi ha chiesto come migliorare la sua dieta; sebbene Vanessa ritenga che la sua alimentazione non sia così malvagia, continua tuttavia a soffrire di tanti piccoli disturbi non risolti: gonfiore, scarsa energia, problemi di pelle.

Piccoli sintomi che indicano una situazione non ottimale.

Ebbene, spesso le persone sono convinte di non mangiare poi così male e di nutrirsi in maniera tutto sommato bilanciata.

Eppure si  sentono  poco bene, con l’alito pesante o la testa confusa, o magari hanno sempre sonno.

Anche se stanno seguendo una dieta vegan mi consultano perché sentono in qualche modo di doversi depurare oppure temono carenze.

Eliminare i cibi di origine animale non sempre ci dona salute immediata.

Eliminare il cibo animale non sempre significa automaticamente mangiare sano: ci sono molti altri fattori che determinano la salubrità di un’alimentazione.

Ad esempio conosco moltissimi vegani che mangiano comunque poca verdura o poca frutta.

Conosco tantissime persone che non prestano attenzione a quanto è stato manipolato un determinato alimento.

Un cibo raffinato è comunque un alimento che viene denaturato dall’industria alimentare.

Pensiamo ad esempio alla pasta oppure al pane: il grano con cui sono fatti spesso è un grano di bassa qualità, coltivato chissà dove e chissà come, che è stato raffinato e rielaborato dall’industria con aggiunta di additivi e che infine arriva sulle nostre tavole.

E’ un cibo morto che non offre più nessun beneficio all’organismo che se ne nutre, tranne calorie vuote che non hanno alcun nutrimento.

Molti vegani inoltre consumano molti cibi ricchi di zucchero bianco: solo per il fatto che i dolci siano privi di latte o burro non significa che siano sani.

Se noi abusiamo di zuccheri, specialmente zucchero raffinato, ma anche i cosiddetti dolcificanti naturali, non è benefico per la nostra salute: ne risentono il fegato, il pancreas, il nostro livello di energia, e potrei continuare a lungo con l’elenco dei problemi derivanti da un abuso di zuccheri nella dieta.

Chi elimina carne, pesce, latte e uova dalla propria alimentazione elimina una sostanziosa fonte di tossine e cibi potenzialmente pericolosi, ma non sempre è accorto nell’assumere altri nutrienti importanti che derivano dai cereali integrali, dai legumi o dalla frutta e dalla verdura.

Mangiamolo strano?

Moltissimi vegani  fanno un largo utilizzo di cibo di provenienza esotica, quindi frutta, superfoods o integratori che provengono da posti molto molto lontani del mondo, che hanno fatto lunghi viaggi per arrivare fino alle nostre tavole e che non sappiamo in realtà come siano stati coltivati nei loro paesi di origine.

Sappiamo che probabilmente sono stati raccolti prematuramente, quando non avevano certamente ancora maturato molte sostanze nutritive che sono dono del sole;

sappiamo anche che hanno viaggiato a lungo in nave o in aereo (inquinando moltissimo il pianeta), fino ad arrivare nei nostri mercati e maturare se tutto va bene sulla nostra tavola (se invece non va così bene, con maturazione forzata attraverso l’utilizzo di gas).

Il valore nutritivo di questi cibi a mio parere è molto scarso, sia perché non sono energeticamente adatti ad essere consumati alle nostre latitudini (e difatti da noi non potrebbero crescere), sia perché  probabilmente sono stati coltivati con un abbondante uso di sostanze chimiche e maturate a forza con altrettanto abbondante uso di sostanze chimiche.

Anche tu mangi frutta fuori stagione?

Siamo abituati a pretendere una varietà infinita sulle nostre tavole e non ci accontentiamo di quello che le stagioni offrono, ma qual è il prezzo da pagare per questa varietà?

Madre Natura non fa mai niente a caso: ciò che ci offre in una determinata stagione normalmente possiede anche delle caratteristiche che possono aiutarci e sostenerci durante quello specifico periodo dell’anno.

Ad esempio, un vegetale estivo ha proprietà idratanti e rinfrescanti (pensiamo ai meloni, o ai cetrioli) che non sono certamente utili o adatte quando consumiamo quel prodotto nella stagione invernale.

Anche l’impatto ambientale delle produzioni in serra è elevato.

Frutta e verdura vengono fatte crescere e maturare artificialmente e poi trasportate con lunghi viaggi sulla nostra tavola. Immaginate quale sia il consumo energetico per produrre un pomodoro fuori stagione: certamente molto più elevato di un pomodoro locale che cresce al sole estivo.

Queste verdure sono inoltre molto meno nutrienti, perchè non sono maturate al sole, ma in modo artificiale dentro una serra.

Oltretutto costano anche moltissimo e quindi sono un salasso per il nostro portafoglio.

A volte capita invece di trovare al mercato alimenti fuori stagione dal prezzo molto basso; in questo caso dovremmo proprio chiederci come mai questo prezzo è così basso, come sono stati prodotti quegli alimenti, chi li ha raccolti e in quali condizioni, per costare infine così poco.

Quale tipo di energia potrà mai trasmetterci un alimento coltivato in questo modo?

Come natura crea (per davvero, però).

Un altro motivo per cui molti vegani non godono di buona salute nonostante l’alimentazione a base vegetale è che utilizzano pochissimi alimenti integrali.

Più l’alimento è al suo stato naturale, più è locale e biologico, più sarà adatto al nostro nutrimento e più sarà favorevole alla nostra salute.

Pertanto un piatto di riso integrale è sicuramente più nutriente di un piatto di pasta di riso, così come una insalata di pomodoro fresco mangiato in estate ha tutt’altro valore nutritivo rispetto a un sugo di pomodoro consumato troppo frequentemente d’inverno, nonostante i nutrizionisti oggi continuino ad insistere sui benefici del licopene contenuto nel pomodoro cotto.

Ciò che la scienza della nutrizione ha dimenticato è che gli alimenti non sono solamente un insieme di sostanze che possiamo elencare in etichetta.

Una mela intera è molto di più, è una moltitudine di composti diversi in sinergia tra loro, è un microcosmo che scambia energia con il nostro organismo, e non possiamo ridurla ad un semplice elenco di sostanze chimiche benefiche più o meno concentrate che possiamo elencare in una etichetta nutrizionale.

Più assecondiamo e rispettiamo il ciclo delle stagioni e l’organizzazione naturale delle cose, più ci sarà facile ottenere e mantenere una buona salute.

I media ci stanno abituando sempre di più a dover trasformare gli alimenti in maniera ossessiva, fino a snaturarli.

Dove non arriva l’industria, ci pensiamo noi insistendo nel voler cucinare, estrapolare, modificare, snaturare e stravolgere i sapori, le consistenze e il senso del cibo stesso.

Io consiglio a tutti invece un modo di nutrirsi più semplice ed immediato.

Trovo che non abbia senso estrarre il succo da una carota e poi dover elaborare un modo per riutilizzarne la fibra in qualche preparazione.

Non ha più senso mangiare direttamente la carota?

Tutti noi siamo più delle nostre singole parti messe assieme, siamo un piccolo cosmo in sinergia con altri piccoli cosmi, e lo stesso vale per il cibo di cui ci nutriamo.

Se anche tu sospetti che, nonostante il tuo cambio di alimentazione la tua dieta non sia poi così energetica e salutare come ti aspettavi, prova a riflettere e considerare eventuali errori che fai.

Se anche tu soffri di qualche problematica, scrivimi a sara@missvanilla.it e raccontami quali sono i disturbi che non hai ancora risolto con la dieta vegana.

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