Sei anche tu un tofu/seitan dipendente?

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( tempo di lettura 7 minuti )

Durante i miei anni universitari, mentre studiavo lavoravo anche in un piccolo negozio di alimenti biologici (in quegli anni, erano tutti piccoli).

Ero già vegetariana da qualche anno, e ricordo che grazie al negozio venni a conoscenza di un intero mondo fatto di polpette di seitan, crocchette di tofu, burger vegetali e quant’altro.

Molte marche di burger che mangiavo all’epoca esistono ancora, e anche se quei prodotti non li ho più acquistati ne ricordo perfettamente il sapore e le consistenze.

Sinceramente, non ricordo cosa mangiassi prima del lavoro al piccolo negozio, probabilmente mi nutrivo di pasta e formaggio, ma dopotutto vi assicuro che a quell’epoca non c’erano proprio libri di alimentazione veg o ricettari.

A parte il mitico Cucchiaio Verde, ed il ricettario Hare Krishna che vendevamo ai tavoli LAV.

Quindi, per me, sostituire la carne equivaleva a mangiare seitan a chili e tofu come se non ci fosse un domani.

Oggi le cose non sono molto cambiate, per la maggior parte dei novizi vegetariani/vegani.

Se da una parte l’informazione non manca di certo, dall’altra la nostra mente è pigra, e se fino a ieri si mangiava la fettina, oggi si tende a sostituirla semplicemente con una simil – fettina vegetale.

Vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di idee, vuoi per mancanza di conoscenza, il reparto “burger vegetali” non credo conosca crisi.

Ma sono adatti ad una dieta veg?

La mia risposa è NI.

Sono comodi, sono pratici, risolvono la cena in un battibaleno, ma..

  • sono cari
  • sono pur sempre prodotti industriali
  • hanno sempre un certo impatto ambientale. Pensate al costo ambientale di tutto questo cibo confezionato che compriamo, pensate agli imballaggi necessari al confezionamento di  due polpettine vegetali, pensate ai costi di trasporto, di materia prima…chi ci pensa mai?
  • alla lunga, hanno tutti sempre lo stesso sapore.

In alcuni casi, inoltre, andrebbero mangiati con parsimonia, anche dal punto di vista della salute.

Di cosa sono fatti?

  • Possono essere fatti con il seitan, ad esempio.

Ovvero, con la parte proteica del frumento, che è il glutine.

Io non faccio la crociata contro il glutine, però penso che non sia una buona cosa esagerare con il suo consumo, semplicemente perché nella nostra dieta è già molto presente.

Consumiamo glutine molto spesso ed in ogni occasione: con la colazione del mattino, mangiando la pasta di grano, il pane, i biscotti… andare ad aggiungerne ancora in forma concentrata, secondo me non è una buona idea, e alla lunga può sensibilizzare il nostro intestino.

Quando offro le mie consulenze alimentari, consiglio di consumare il seitan davvero di rado, in occasioni speciali, non di più.

  • I burger possono essere fatti anche di soia testurizzata.

Ovvero di soia che è stata a lungo lavorata e denaturata dall’industria alimentare, e che pertanto è ben lungi dall’essere un alimento naturale.

Voglio chiarire subito che io non demonizzo la soia.

All’interno di una alimentazione varia e bilanciata, la soia ci sta benissimo, ma c’è soia e soia.

Il tofu, che è un alimento millenario, oppure anche il latte di soia, sono lavorazioni semplici del fagiolo di soia, che possiamo anche produrre facilmente in casa.

La soia fermentata, sottoforma di tempeh, o miso o tamari, fa sempre parte della tradizione

Come per il frumento, non va bene consumare solamente soia, come spesso accade a molti neo vegani, che utilizzano magari latte di soia e yogurt di soia a colazione, burger di soia a pranzo, sostituti del formaggio o dei latticini fatti con la soia…insomma, non si tratta certo di una alimentazione variata, se si introduce solamente soia.

DI conseguenza, sì al tofu, non tutti i giorni, si ai derivati della soia, senza viver solo di quelli, attenzione alla soia testurizzata invece, che è un concentrato proteico molto poco naturale.

Che cosa mangiare allora?

Io sono una fan dei legumi.

Legumi, ogni giorno, in ogni salsa e versione, da alternare in caso di emergenza con altre fonti proteiche vegetali come quelle elencate sopra.

Chi mi consulta già lo sa, io esalto sempre questa fonte meravigliosa di proteine vegetali, fibre, ferro e minerali, a basso impatto glicemico, nutriente e a costo bassissimo.

Perché, ad esempio, non dedicare una mezza giornata all’autoproduzione di burger vegetali a base di legumi, da porzionare e congelare?

Anziché svuotare il portafoglio acquistando prodotti industriali, è molto meglio farli in casa e conservarli.

Io ne cuocio sempre mezzo chilo alla volta.

Poi li trasformo in hummus, patè, li metto nell’insalata, li spadello con le verdure o ne faccio polpette.

E mangio lo stesso legume anche più giorni di fila, non succede nulla e non si creano carenze.

Nel frattempo, metto in ammollo una varietà diversa per i giorni a seguire.

E’ un ciclo continuo di ammollo/cottura, ma una volta che si parte e si familiarizza con la routine, diventa semplice e veloce.

Ciò che non viene consumato velocemente, finisce in freezer per quando serve, ma accade di rado.

E chi trova i legumi indigesti?

A volte capita, alcune persone hanno difficoltà nella digestione dei legumi, che creano “gas”.

Per digerire i legumi al meglio, è necessario rinforzare l’intestino, andando a migliorare la qualità della flora batterica intestinale.

La flora batterica infatti va “educata” alla digestione dei legumi, ed il modo migliore per farlo è quello di mangiare più legumi.

Iniziando magari da piccole quantità di legumi decorticati (come le lenticchie rosse o i ceci decorticati) oppure eliminando le bucce dai legumi già cotti (mi raccomando, sempre e solo col passaverdure e mai con in frullatore).

Un po’ alla volta alleneremo la nostra flora batterica ed impareremo a digerirli senza problemi.

Anche mettere in ammollo i legumi con un pezzetto di alga kombu, cambiare l’acqua di ammollo almeno una volta e cuocerli sempre con alga kombu aiuta la loro digeribilità.

L’obiettivo finale rimane comunque quello di avere un intestino efficiente che non teme la digestione di questi semi preziosi.

I polisaccaridi che ne costituiscono le fibre della buccia non solo nutrono la flora intestinale, ma anche aiutano a ridurre il colesterolo, abbassano i trigliceridi nel sangue, sono insomma altamente protettivi.

Pertanto, per un intestino sano ed una alimentazione davvero naturale e completa, limitiamo le (apparenti) scorciatoie costituite dai cibi pronti a base vegetale, e facciamo incetta di legumi, scopriamone tutte le varietà, inventiamoci nuove ricette o recuperiamo quelle tradizionali, che tanto ne esistono a bizzeffe, dato che fino a 50 anni fa i legumi si mangiavano regolarmente.

PS io sono ghiotta di ceci, in tutte le salse. E poi adoro i fagioli grandi tipo i Lima o i bianchi di Spagna.

E tu?

Se mi racconti come li prepari, vorrei provare la tua ricetta e pubblicarla.

Intanto oggi andrò a preparare i “fagioli alla Bud Spencer”, che sin da piccola le scene dove Bud e Terence mangiavano i fagioli mi facevano venire una fame!

Lasciami un commento qui sotto oppure mandami una mail a sara@missvanilla.it e raccontami la tua love-story con i legumi 🙂

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  • Io ho imparato ad inserire i legumi nelle insalate, ma fatti da me, non in lattina. Adoro le lenticchie e i fagioli rossi. Quello che rimane lo uso per fare creme di legumi tipo hummus