questione palla di pelo

( tempo di lettura 3 minuti )

dunque… spiego un attimo la questione palla di pelo, ieri ero di fretta e non ho scritto molto…

Beh, ieri sono andata a trovare Barbara la cui mamma, ne avevo parlato tempo fa, ha una specie di casa famiglia per animali sfigati, dalla gatta affetta da nanismo al merlo con l’ala spezzata, al passero in fin di vita, per non parlare della moltitudine di cagnetti. Di fianco vive la sorella, zia di Barbara, che ha invece una casa famiglia per gatti. Al momento ne ha 20 che vivono nel suo ampio giardino.

Io ero andata per conoscere qualche gattino, e molto probabilmente per adottarne uno… Barbara mi aveva parlato di una trovatella raccolta in un cassonetto, ed ero abbastanza convinta di finire col portarla a casa. Invece non l’ho fatto.

Questa gattina vive nel giardino della zia di Barbara già da 3 mesi, è bella e vispa e ieri era felice e scatenata, si arrampicava su ogni albero… non sono riuscita a portarla via per metterla in appartamento.

In compenso pensavo di prendere con me un altro micetto, abbandonato dalla mamma che non lo voleva allattare e adottato da un’altra mamma gatta, che però sta già allattando la sua batteria di gattini, ed è magra e sfinita, poverina. Questo gattino è ancora piccino, mi fa tenerezza, è rosso, e siccome il suo destino è quello di essere adottato… beh penso che la seconda mamma adottiva potrei essere io. Il cucciolo però è ancora troppo piccolino, e forse altre 2 settimane di allattamento, a patto che riesca a trovare ancora del latte, potrebbero fargli bene. Insomma tornerò tra 15 giorni.

Ora però nascono dubbi e domande.

E’ giusto che viva in casa? Mi consola in parte il fatto che lo prenderò da piccolino e quindi non si sarà ancora abituato alla vera vita da gatto all’aperto. E che è un gattino che non sarebbe sopravvissuto, quindi forse la mia casa è il male minore.

E’ giusto che mangi carne, o sarebbe meglio crescerlo vegan? In questo caso non lo crescerò vegan. Il negozio dove lavoro vende anche la carne ed il pesce, e posso portare a casa le cose che non vendiamo (nessuna di noi mangia animali), il micio quindi mangerà gli avanzi, che  già raccolgo per i cani del canile di Monselice.

Rimane l’ultima spinosa questione… la sterilizzazione dell’animale.

Per anni mi ero ripromessa di non tenere con me animali perchè contraria alle manipolazioni che questi subiscono per adattarsi alle esigenze (e all’egoismo) di noi umani. Insomma, noi umani li abbiamo snaturati, privati di un luogo dove vivere liberi, ed ora li costringiamo ad essere privati della loro sessualità e libertà per adattarsi meglio alle nostre case.

Il dubbio è grande, starò facendo la cosa giusta? Qual è l’alternativa per quel gattino? Qual è il male minore?

Cosa ne pensate?

PS Giuggiola non vive con me, mi prendo cura di lei quando mia mamma è in vacanza. Altrimenti col cavolo che vivrebbe di croccantini 😉

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  • FACCHINETTI

    ALLORA SARA….
    COMINCIAMO DA:

    1-ADOTTARE IL GATTINO? ASSOLUTAMENTE SI! FARA’ BENE A TE E A LUI….
    anche se lo terrai chiuso in appartamento lo farai felice… ogni tanto puoi portarlo al parco…. non sei l’unica sai?????
    2-COSA DARGLI DA MANGIARE? COSA AMNGIANO I GATTI SOLITAMENTE ? CIOE’ SE NON FOSSERO IN CATTIVITA’?????
    ecco informati bene e segui la dieta giusta x un felino , solo cosi’ potrai essere tranquilla e serena…
    3- STERILIZZARLO? NON LO SO ….puoi chiedere consiglio ad un veterinario, esponigli il modo in cui vivra’ con te e lui ti consigliera’. Io avevo una gatta, la ho sterilizzata dopo 4 cucciolate. L’allattamento continuo alternato alle gravidanze rischiava di ucciderla.

    SI SERENA , SARA.
    SAPRAI DONARE SOLO AMORE … SAI IO SONO MAMMA E SE MI FOSSI FATTA TUTTE QUESTE DOMANDE NON AVREI FATTO IL MIO BAMBINO. LO SO , A VOLTE MI SENTO COLPEVOLE X AVERLO MESSO IN UN MONDO UN PO’ TROPPO EGOISTA…… MA LO SAREI STATA ANCHE IO A NON FARLO NASCERE … INSOMMMA E’ TUTTO UN GRAN CASINO… A VOLTE E’ MEGLIO ESSERE ISTINTIVE….. SONO LE SCELTE MIGLIORI !

    UN BACIO

  • marco

    sara, sara…

    … non abbiamo avuto modo di comunicare, ultimamente, ma pensieri simili li sto facendo anche io. avendo, più o meno, trovato finalmente la mia casa ed essendo un amante dei gatti (potrei direi che sono gatto pure io? forse) ed essendo solo soletto uno dei miei primi pensieri è stato proprio quello di procurarmi una pallina di pelo.

    ( avendo già avuto un gatto, e avendolo ancora a casa dei miei genitori, so bene a cosa si va incontro )

    è giusto tenere un micio in casa? il dubbio mi attanaglia… e forse questo sarebbe il motivo principale per cui mi sacrificherei a non tenere un gatto con me. se lo abitui fin da piccolo non avrà alcun problema a stare in casa… e se lo porterai di tanto in tanto ad uscire, a seconda del carattere del micio, potrebbe essere un bene oppure un disastro (potrebbe cambiare completamente e diventare insofferente dell’appartamento). pensare di “regalargli” una cattività vita natural durante mi fa soffrire al solo pensiero.

    ( certo che se l’alternativa è essere abbandonato o peggio… )

    riguardo all’alimentazione, un miao-miao non ha alcun problema a cibarsi quasi completamente di verdura… anzi, la carne non sarebbe più di tanto indicata (quella bianca, sì). meglio il pesce. in buona sostanza, se lo abitui da piccolo ad essere di bocca buona, lo potrai mantenere con una dieta molto varia.

    ( mai e poi mai dargli quegli intrugli in forma di scatolette! è droga pura! )

    infine, per quanto concerne il fatto se “togliergli la sua sessualità”… beh… purtroppo se lo vuoi tenere in appartamento senza impazzire (e far impazzire lui) è un passo obbligato. non è solo una questione di igiene (si sa che i maschi così come le femmine in calore fanno le loro “belle cosette” un po’ ovunque)… non poter dare sfogo all’istinto li può portare a farsi del male.

    in sintesi… segui il tuo cuore. io sono certo che saprai dare tanto amore a un micetto (e molti lo invidierebbero proprio per il fatto di essere il tuo gattino)… e non sentirti nemmeno per un istante “egoista” per il fatto che lo terresti in appartamento.

  • StellaAmaranto

    Ciao Sara, io ho due gatti, Zampo e Cleopatra da qualche anno che vivono con me in appartamento ( ho un appartamento grande con due bei terrazzi ).
    Ho sempre amato molto i gatti e ne sono sempre stata circondata fin da piccola e quando mi sono sposata, anch’io ho avuto i tuoi stessi dubbi, perchè non ho mai avuto gatti in casa. Ma poi la mancanza di un micio si è fatta sentire troppo. Otto anni fà, una notte faccio uno strano sogno; sono in uno spiazzo e un signore mi dà un gattone grigio, questo viene verso di me, mi chino e gli tiro su le zampe abbracciandolo, un sogno dolcissimo. Si avvicina la data dell’anniversario di matrimonio e mio marito si fà convincere a prendere un micio ( che fatica, però ). Allora inizio la ricerca e sul giornale locale trovo vari annunci, ma solo uno mi colpisce; ragalano un gatto di un anno, perchè non lo possono più tenere in casa. Parliamo con la signora al telefono e ci racconta le meraviglie del micio ( occultando però la sua arte di “sfasciadivani” ).
    Il giorno dopo andiamo alla pensione dove lo avevano messo assieme a sua sorella e ad un’altra gatta che la signora non poteva più tenere.
    Arriviamo e dentro ad un gabbia c’è un micione grigio tigrato enorme ( è una specie di gatto delle foreste, un incrocio, ora è otto kg di dolcezza ). Si, è lui, il gatto misterioso del “sogno” di mesi prima ! Non ti dico l’emozione di quando l’ho abbracciato e portato via con noi, nella nostra casa, per dargli tanto amore e affetto. Ora ha quasi otto anni, ed è ancora “miracolosamente” con noi, perchè tre anni fà è stato operato per un sarcoma maligno e non si sapeva fin quanto sarebbe ancora vissuto.
    L’anno dopo è arrivata la compagnia per Zampo, sempre un regalo di anniversario e questa volta la siamo andati a prendere nel gattile di una città vicina. Una micetta di sei mesi, piccola per la sua età, denutrita e coi baffi tutti spezzati, viveva in una specie di lager per gatti da dove l’hanno portata via ed ora era lì… con il suo bel taglio nella pancia ( l’avevano già sterilizzata ) e un bel “buco” all’orecchio, perchè se non l’avessimo adottata noi, sarebbe diventata una “gatta di strada”, una randagia ( il buco è un segno “barbaro” di riconoscimento per non sterilizzarli di nuovo ). Me la ricordo ancora, il primo giorno che andai al gattile, lei mi gironzolava attorno affettuosa e ogni tanto andava in un padellone a mangiare, poi tornava. La portammo a casa, in macchina la guardavo e pensavo, piccolo dolce “sgorbietto”, ma come faccio a chiamarti Cleopatra ? Il piccolo dolce sgorbietto, ora è una bella “miciona” di sette anni di quasi tre kg, bianca e nera e con splendidi baffi e due occhioni ammalianti.
    I gatti domestici ormai ci “sono”, sono stati creati dall’uomo partendo dai gatti selvatici, penso che ora per come è possibile ad ognuno, bisogna prendersene cura e garantirgli una vita dignitosa e serena.
    Se quel micino non lo prendi tu, forse lo farà qualcun’altro…
    I gatti sono animali splendidi e danno molto affetto.
    Sono certa che con te starà bene, nella tua casa che diventerà anche la sua, al calduccio nelle fredde giornate di inverno, felice davanti alla sua scodella piena di cibo, e con le sue fusa ti dimostrerà tutto il suo affetto.
    Prendilo Sara; lo farai FELICE 🙂

  • robo

    Purtroppo, Sara, i gatti di adesso sono già snaturati rispetto al loro ambiente naturale. E quindi essere ospitati in un appartamento, per loro, non è un trauma che li priva della loro naturalità. Gli abbiamo trasformato tutto il territorio in un immenso appartamento, asfaltato. Tanto vale che possano stare al caldo e coccolati. Da te può ricevere solo affetto.
    Conoscendoti, ogni cosa che farai per lui sarà per il suo bene e nel rispetto degli altri animali. Anche dargli degli avanzi di carne e anche la sterilizzazione. Loro purtroppo ormai nel nostro mondo fanno fatica a decidere da soli. Abbiamo negato loro ogni possibilità di scelta. Se li ospitiamo, dobbiamo assumerci anche la responsabilità di fare noi le scelte per loro. Sempre pensando al loro bene e non alla nostra comodità.
    robo
    (Ps. Però ospitalo dopo l’8 ottobre).

  • Doni

    Ti hanno detto già tante cose, io lascio perdere, anche se ne avrei anch’io da dire (tanto per cambiare) e ti dico solo: adottalo dopo i due mesi, mi raccomando. Se questo non fosse possibile a causa della povera mamma gatta (poverina!), trattalo o chiedi alla sua padrona di adesso di trattarlo come un gattino orfano, ossia con il latte artificiale (povera la sua salute, ma anche quella di mamma gatta, poverina), massaggiandoli il pancino eccetera, dicendo magari che paghi tu le spese, se non puoi allattarlo tu per mancanza di tempo. Però vorrei sapere come farà a stare anche solo 1/2 giornata tutto solo…una compagnia no? Un gattino piccolo poi è come un bambino piccolo, va sempre tenuto d’occhio e mai lasciato solo. Ma forse per questo hai già pensato.

  • Doni

    Dimenticavo: Barbara e sua zia sono semplicemente fantastiche! 🙂

  • Grazie a tutti per le risposte, mi sento rincuorata! Grazie davvero 🙂

    Doni, grazie del consiglio. La decisione di adottare un micio arriva ora non a caso, ho iniziato a lavorare part time e quindi ho tempo da dedicargli, prima infatti non ci pensavo nemmeno. Non so se riuscirà ad essere allattato ancora a lungo, vedessi la sua mamma adottiva com’era magra, e quanti gattini aveva da accudire…

    Robo, tranquillo, ovviamente ho pensato anche a quello 🙂

  • StellaAmaranto

    Se il micino dovrà essere allattato artificialmente, non ci sono problemi, tranne che richiede una certa frequenza di poppate, per cui se deciderai di farlo personalmente, quando sei fuori casa dovrai affidarlo per forza a qualcuno per qualche ora, finchè non potrai farlo da sola a casa.
    Io e mia madre abbiamo cresciuto un micino microscopico col biberon ( per gatti ), sua mamma non lo voleva più e non poteva essere nutrito da una mamma adottiva. Ora il “Mostro” ( questo è il suo nome ) è un bel micetto nero di tre anni e sano.

  • Grazie Stella! Anche Giuggiola è stata trovata abbandonata da piccolissima e l’abbiamo (mia mamma a dire il vero) svezzata col latte artificiale, ora è bellissima e sanissima, e molto coccolona 🙂 quindi non sono preoccupata per questo. Inoltre spero che il piccolino non ne abbia bisogno…

  • sara

    Ciao sara,
    non ci conosciamo (anche se io ti conosco bene soprattutto di fama :D) ma mi sento di darti il mio appoggio per la tua scelta.

    3 mesi fa ho adottato due cuccioli (che non hanno nome, dare un nome a un animale non mi piace) che avevano un mese e mezzo. erano appena stati allontanati dalla mamma, almeno questo è quello che mi hanno detto al canile ma io non ci credo.
    sono due bestiole che hanno bisogno di affetto continuo, soffrono di crisi da ansia di abbandono e devo dire che è un lavoraccio. soprattutto il maschio ha spesso bisogno di coccole e “leccate”, la sorellina gli è molto vicina ma anche lei alle volte si sveglia forse in preda agli incubi e cerca me o il mio ragazzo. la notte poi dormono con noi nel letto, necessitano ancora di sentire il calore della mamma che è stato privato loro in quella fase così delicata della loro vita, vogliono ancora “poppare” dal mio lobo dell’orecchio (hihihi questa è lei) o dalle dita (lui) e credo che non ce ne libereremo più e non dormiremo mai più comodamente la notte… ormai è tardi, li abbiamo viziati!

    però… non siamo noi che abbiamo deciso, sono loro che hanno scelto noi. sono loro che (io la penso così) ci hanno chiamato con il loro spirito e ci hanno adottato, quando siamo andati al canile non sapevamo nemmeno che li avremmo portati via con noi e soprattutto non sapevamo che ne avremmo portati via due -_-‘ ci hanno scelto, ci sono saltati addosso dalla gabbietta e non volevano più lasciarci! non potevamo lasciarli in quella gabbia. il loro affetto ci ripaga di ogni notte passata in bianco.

    noi abitiamo in città e abbiamo deciso di non farli uscire. hanno la fortuna che, essendo in due, non si sentono soli e giocano molto tra di loro. ho adattato la casa alle loro esigenze, li lascio girare liberamente e li lascio giocare con tende e divano. non mi importa nulla di quegli oggetti, mi importa solo che loro stiano bene.

    per quello che riguarda la sterilizzazione, sappi solo che ogni mamma produce in media 7 cuccioli, e può restare incinta anche 4 volte all’anno. quindi, se hai intenzione di far uscire il tuo micio e lui è maschio, se si accoppia con una randagia creerà altri randagi, che forse non saranno fortunati a trovare una casa famiglia che li ospiti come è succetto al tuo futuro micio. se è femmina, devi essere CERTA che i cuccioli vadano ad una famiglia di cuore.
    noi purtroppo dobbiamo farli sterilizzare perché è il canile che ci obbliga.

    cibo: riso lesso ben cotto e uova ben sode (ma solo quando è grandino e se le digerisce, il mio maschietto non ci riesce ad esempio) misti agli avanzi di carne e pesce che ti potrai procurare sono la cosa migliore. gradiscono anche i pisellini verdi e alcune verdure! se vuoi puoi integrare ogni tanto con le crocchette della almonature (carne) o della amì (vegan e cruelty free). non credere a chi dice che i gatti possono essere vegani, loro hanno bisogno della taurina (infatti le amì sono vegan MA arricchite con taurina) perché sono carnivori e non onnivori come i cani! te lo dice una vegetariana che soffre ogni volta che dà cadaveri ai suoi cuccioli 🙁

  • ciao, passo di qui per caso seguendo il link di un forum (forum etici) e anche se non ti conosco ti rispondo perchè ho avuto i tuoi stessi dubbi prima di decidere. io sono per la sterilizzazione perchè non voglio che cresca il fenomeno di gatti randagi abbandonati o peggio uccisi. non è una questione di comodità in casa e se vivi in campagna o vicinoa strade trafficate è una sicurezza anche per loro che non corrono il rischio di finire sotto una macchina. comunque qualunque sia la tua scelta, stai salvando una vita e ti fa onore. un abbraccio

  • Doni

    Sì, lo so che i gatti crescono benissimo anche se allattati con il latte artificiale, ma, si sa, l’ideale sarebbe quello naturale, solo per questo ho detto “povera la sua salute”. So anche che hai già fatto la stessa esperienza con Giuggiola. In quanto alla sua alimentazione, sapessi quanto ho letto, in siti, libri e gruppi di discussione, inglesi e italiani, negli ultimi anni! Più che per il crudismo! C’è da perdere la testa, le teorie sono infinite e tante cose non chiare, non lo sono neanche per gli uomini, figurati…In quanto alla sterilizzazione, anch’io la penserei come te, ma bisogna fare di necessità virtù e comunque non so se ti sia mai capitato di “militare” in un’associzione animalista che tiene un gattile, si occupa di colonie feline, fa banchetti eccetera ecetera eccetera: bene, dopo un mese o finisci in psichiatria o ti ci porta qualcuno, perchè vorresti sterilizzare anche i tuoi nonni…:-D

  • susi

    Ciao Sara,
    tutti hanno detto tutto. Quoto Robo, Sara e quasi tutti gli altri!
    Io voglio solo dirti che:
    – renderai un micetto,- anzi spero siano due – abbandonato ai pericoli di questo mondo inospitale, finalmente felice;
    – sarai tu stessa a decidere per la sterilizzazione sia per non far nascere altri mici (basta visitare i gattili o, peggio, vederli spiaccicati per strada o soffocati nei cassonetti) sia perchè capirai che i gatti che non si accoppiano soffrono molto – hanno una sessualità molto forte (il mio maschio è quasi impazzito e così ho finalmente capito che dovevo farlo sterilizzare). Noi spesso abbiamo delle remore anche con i cani solo per un fatto culturale, loro stanno meglio dopo.
    – le crocchette dell’Amì (ma ce ne sono altre vegan con taurina di altre marche (vedi p.e. sul sito http://www.antba.it (o .com) sono ottime e si possono abituare i gatti sin da piccoli (certo se fai assaggiare loro le crocchette drogate della purina, guada caso, non vorranno altro).

    Per finire: ti auguro una vita piena di gioia e felicità insieme alla tua nuova famiglia.
    Susi
    P.S.: Ma come si fa a vivere senza almeno un gatto nel letto…!!!?

  • Sara, Nefertari, Doni e Susi… grazie anche delle vostre opinioni!!

    Susi, senza un gatto nel letto è tristissimo, ne convengo… 🙂

    Cibo per gatti vegan lo trovo anche in negozio, glielo farò provare di sicuro. Cibo per gatti da supermercato… mai!!!

  • StellaAmaranto

    In ogni caso il maschio andrebbe sterilizzato.
    Io non volevo castrare ( che brutto termine ) il mio Zampo, e l’ho tenuto quasi oltre un anno “nature”, ma poi alla fine abbiamo dovuto cedere, perchè la casa era diventata il suo “piasciatoio”. La faceva ovunque con predilezione per divani e cuscini, un puzzo inimmaginabile !! Poi ora ( anche se al gatto non gliene frega niente ), fanno dei “posticci” al micio con le sue “palline” e gliele lasciano attaccate 🙂

  • susi

    Il mio gatto invece è stato castrato che aveva già un po’ di anni. Sopportavo per amore la sua pipì puzzolente, ma devo dire che comunque non spruzzava in giro. Un bel giorno però forse perchè sentiva continuamente le grida delle gatte in calore nel cortile, forse per lo stress imprevisto della visita dal veterinario (lui odia uscire di casa) ha comunciato ad aggredire la gattina sterilizzata. E dire che era ed è un gatto buonissimo, anzi è tanto buono da sembrare un po’ tonto (anche se invece in effetti in casa sotto sotto mi accorgo che in silenzio comanda lui anche sul cane). Tuttavia era diventato una tigre e per diversi giorni ho dovuto tenerli in camere separate altrimenti mi uccideva la gattina (saltava su mobili alti,cosa che non aveva mai fatto, pur di raggiungerla e la piccola, ovviamente, era terrorizzata.
    Ho risolto tutto – tempo un mese – grazie alla castrazione. ll mio gatto è ritornato buonissimo e non ha più aggredito nessuno. Più difficile è stato far dimenticare alla piccolina le sue occhiate di assassino. Ancora non ci posso credere.
    Questa cosa purtroppo già successe tanti anni fa al gatto del mio primo fidanzatino che però aggredì il padre del ragazzo. Il veterinario di allora gli prescrisse delle gocce calmanti e poi prospetto la soppressione o l’abbandono (all’epoca 30 anni fa non capivano un c****). Il povero gattone cresciuto e amato come un figlio fu lasciato per strada nella speranza che potesse rifarsi una vita e finalmente accoppiarsi così da poter sfogare tutta la presunta aggressività. Triste storia che ancora mi crea infinita tristezza: con l’esperienza di oggi so perfettamente che fine avrà fatto quella povera anima.

    Anche le femmine soffrono molto durante l’estro, sterilizzarle secondo me è un atto di amore verso la loro specie e verso la micia stessa.

    Baci,
    Susi

  • Doni

    :- ( 🙁 🙁

  • Susi, capisco quello che dici, so bene che se l’animale sta in casa deve essere sterilizzato per il suo stesso bene, perchè la sofferenza di andare in calore e rimanere chiusi in appartamento è maggiore della perdita della sessualità – gli animali impazziscono davvero – però definirlo un atto d’amore…. non riesco proprio a pensarla così.
    Anche se non vedo alternative penso che l’intervento umano volto a “rappezzare” una situazione di disagio per gli animali, e creata dall’uomo stesso, sia piuttosto discutibile nonchè invasiva.
    Ma, appunto, non ho alternative.
    Un altro problema che mi sto ponendo è quando adottare il piccolino. Saranno sufficienti 2 mesi per lo svezzamento? quanto soffre un gattino della separazione dalla mamma? E la mamma?
    Quando vedo i cuccioli nei negozi di animali sto malissimo (oltre al fatto che sono in un “negozio”).
    Quanti dubbi!!

  • Doni

    2 mesi sono sempre il “minimo”, dopo vedi e giudichi tu. Comuque a 2 mesi tutti i gattini sono già svezzati completamente, mi risulta. Il fatto è che 2 mesi sono il minimo tempo per stare in compagnia con la mamma e i fratelli e per imparare tutte quelle cose che la loro compagnia può insegnare, anche per la prevenzione di eventuali futuri comportamenti strani o carenze affettive da manzanza di compagnia.

  • susi

    Cara Sara,
    bisogna considerare che noi ragioniamo e abbiamo delle convinzioni che ci vengono dalla nostra cultura, per cui la sessualità ci sembra una cosa irrinunciabile (in altri posti questo sentire è più o meno percepito). Gli animali, buon per loro, una volta sterilizzati non avvertono più l’istinto e punto. Non si fanno insomma le “pippe” mentali come farebbe un uomo che avesse perso i suoi gioielli o una donna senza utero. L’uomo e la donna per un fatto culturale avertiranno sempre la mancanza di qualcosa, gli animali no. E di conseguenza non soffriranno la mancanza di accoppiamento. In questo senso mi sento di parlare di atto di amore verso un esserino che altrimenti soffrirebbe inutilmente perchè non può soddisfare gli istinti di specie. Abbiamo distrutto il loro ambiente e impedito il corso della natura, fatto nascere animali domestici in maniera indiscriminata, non c’ più l’equilibrio che esiste in natuta, ma dire come alcuni “poverino lo vuoi sterilizzare è peccato! Vorrei vedere te! Tu non lo ami gli togli il piacere più bello ecc” è una cosa veramente assurda: significa condannare il micio ad una sofferenza inutile.
    Altro problema è quando togliere il piccolo alla madre. Dovrebbe avvenire quando spontaneamente la mamma si allontana dai piccoli. Una mia amica che alleva (sigh!) gatti non li da mai via prima dei 5 mesi perchè dice così la mamma ha già insegnato loro tutto e perciò saranno gatti equilibrati e felici. Molti purtroppo prendono il cucciolo troppo presto e spesso se ne sentono delle belle: gatti troppo paurosi o aggressivi o troppo dipendenti ecc.
    Insomma bisogna lasciare che la mamma concluda il suo compito. Noi non possiamo sostituirci a lei (anche se per noi sarebbe bellissimo) potremmo fare dei danni senza volerlo.
    Comunque 2 mesi mi sembrano davvero pochini. Ti basterà guardare il cucciolo e il suo legame con la mamma per capire quando è il momento.
    Baci Susi

  • Doni

    Dic 2 mesi perchè è il minimo per prendere un gattino, è sempre stato detto, da tutti i veterinari eccetera. Certo che occorrerebbe più tempo. in quanto alla sterilizzazione, davvero credi, Susi, che non abbia conseguenze sulla salute e l’equilibrio, se non psicologico, fisico di una animale? Un organismo vivente è un equilibrio chimico, a cui partecipa qualsiasi sostanza chimica da cui è costituito, e la natura è quella che l’ha costruito, e che noi non siamo in grado di modificare, perchè non siamo in grado di sostituitci alla natura. Confronta con gli esseri umani: è impossibile affermare che qualsiasi metodo contraccettivo, a parte il condom spero, e che qualsiasi operazione che modifichi l’apparato genitale, non abbia conseguenze sulla salute.

  • StellaAmaranto

    Quoto Doni 😉

  • mucchetta

    allora??? hai preso la piccola pulce?

  • Susi, il problema del gattino è che la mamma lui non ce l’ha, si è rifiutata di allattarlo dopo la nascita. Ora è stato adottato da un’altra mamma gatta che ha già mi pare altri 4 o 5 cuccioli, però lei è magrissima e non so quanto latte ancora abbia.
    Credo che non sarà possibile aspettare 5 mesi, purtroppo… spero solo che 2 siano abbastanza, però…

  • marco

    sara, quando il mio micio è stato “salvato dalla strada” (non era stato praticamente allattato in quanto abbandonato dalla madre perché malato) non aveva nemmeno due mesi…

    … ne ha passate di tutti i colori. quella volta non c’è stata scelta se aspettare.

    tutto questo per dire che, in certi casi, un paio di mesi possono essere addirittura un lusso.

    ( certo che, allontanato da un suo simile così presto non apprenderà alcune “pratiche d’uso” per emulazione )

  • Sara allora ‘sta palla di pelo?? 🙂 per la castrazione penso anch’io che non hai scelta se lo tieni in casa, altrimenti soffre ancora di più…
    per lo svezzamento…. una mia amica ha appena trovato un gattino di neanche un mese, abbandonato dalla mamma, e lo ha portato a casa con lei…. ovviamente per lui lei è diventata la mamma, con effetti devastanti (se lei non è attaccata a lui, miagola tutto il tempo :-S ) … però alla fine dipende sempre da quale è l’alternativa…. in quel caso l’alternativa era lasciare il gatto in strada, nel tuo – se la mamma adottiva non ha latte – mi sembra pure che non ci siano molte alternative… preparati ad essere mamma di una palla di pelo 😉

  • meglio una vita a scatolette e coccole che la morte immediata….sempre causata dall’uomo perchè lasciare il gatto alla sua natura sarebbe più sensato, ma, siccome la “sua natura” è stata completamente snaturata da noi umani, che almeno ci prendessimo la responsabilità delle minchiate che abbiamo fatto.

    eddai cazzo non hai nemmeno da pensarci.

  • susi

    Doni, forse non mi sono spiegata bene, ma pazienza. (non ho mai scritto che la castrazione non abbia conseguenze fisiche non fosse altro che per il sistema ormonale) Se vi va rileggetemi.
    Sara. Certo io ho parlato di regole generali, ma nel caso della tua piccola palla di pelo, io lo prenderei anche subito (ben consapevole di ciò che hanno scritto Yasmina e Marco. Poi quoto Bidi)
    E allora… come lo chiamiamo questo fotunato!
    Bacioni Susi

  • Doni

    Sì sì, Susi, non preoccuparti, ho immaginato…:-) Bacioni! 😉

  • StellaAmaranto

    … Sara prendilo prima che il micio diventi “nonno” 😉

  • Il micio ho aspettato a prenderlo perchè sta ancora allattando. Mi sembra giusto dargli almeno il tempo dello svezzamento.
    Comunque si chiamerà Mirtillo 🙂

  • StellaAmaranto

    Mirtillo ! Wooow 🙂 allora hai deciso 🙂
    Quando puoi ci fai vedere qualche foto del piccolo ?
    P.S: avevo un criceto che si chiamava così.

  • Ho circa cinque gatti, non so bene quanti ne ho. Ne ho due che vivono in casa, perché sono stati in casa da piccolissimi e altri che sono arrivati per conto loro e che stazionano in giardino. Modalità diverse, esiti diversi. Esempio: per i gatti in casa ora evito le vaccinazioni: sono inutili. Un gatto che vive in appartamento e non frequenta altri gatti non prende malattie come la rabbia. Le vaccinazioni invece incidono su altre malattine, in parti sulla comparsa sempre più frequente di neoplasie (se vuoi ti passo la letteratura in proposito tanto tu leggi tranquillamente anche l’inglese).
    Io alla fine ho scelto per il no-vaccinazioni inutili. La veterinaria è concorde.
    Questi due gatti in casa sono stati alimentati inizialmente con carne, in seconda istanza con crocchette Amì e ora ancora con carne. Purtroppo le crocchette vegane sono monogusto e li disgustano in breve, oltre a contenere troppa taurina che gli fa male ai reni. Ho preferito non farli star male, anche se le crocchine erano più comode e vegan. Rispettarli vuol anche dire rispettare la loro natura: non sono erbivori, sono felini. i felini sono carnivori.

    Sono anch’io in conflitto sul comprare scatolette di carne, ma l’alternativa era che non li adottassi e morissero. Un ragionamento specista a cui non ho trovato una soluzione per ora. In un mondo felice vedo i gatti che vivono per conto loro selvatici senza problemi di sovrappopolazione e scatolette, in una normale catena alimentare in cui sono prede e predatori.

    Un consiglio piccolissimo: un gatto o due non fa nessuna differenza in quanto a gestione e incide veramente pochissimo sui costi. Però per loro è importante non stare tutto il giorno da soli e soprattutto crescere con qualcun altro della loro razza/misura. Consiglio mio: prendine due. Ti ricopriranno di coccole e quando non sarai in casa non ci sarà un micino triste ad aspettarti. Se riesci a visitare qualche amico mono-gatto e pluri-gatto, vedrai da sola che differenza di vivacità e umore c’è !!

  • marco

    non voglio essere pedante o frainteso…

    … in ogni caso, mi permetto di osservare che fin da sempre il gatto è un’animale che LUI STESSO ha sfruttato per il suo beneficio personale la simbiosi con l’uomo, e il problema della “sovrappopolazione” dei mici c’è sempre stato.

    ( ovviamente poi l’uomo come al suo solito ha esagerato, ma questo lo sappiamo bene )

    i gatti SELVATICI nel vero senso della parola sono sempre stati piuttosto rari, oggi come settemila anni fa…

  • Stella, vi sfinirò con le foto, lo so già.. 😀

    Erbaviola, grazie, mi piacerebbe avere qualche informazione sulle vaccinazioni, che comunque non ero già molto intenzionata a fare.
    Anche io ho avuto diversi gatti in passato, ma sul fatto di averne 2 che si fanno compagnia ho avuto esperienze contrastanti. In passato avevo adottato una gattina, poi arrivò una seconda, e assieme si facevano una bella compagnia, si vedeva. Quando arrivò il numero 3 gli equilibri si ruppero, la prima gatta non lo poteva soffrire, e ne fece quasi una malattia. Divenne scontrosa ed inavvicinabile. Mia madre ha un gatto indistruttibile di 18 anni, e in questi 18 anni diversi gatti sono transitati a casa nostra (e tutti hanno fatto una brutta fine purtroppo) e lui li ha odiati tutti, soffriva di gelosia, e anche con Giuggiola non va meglio, la odia cordialmente.
    Suppongo che anche i felini abbiano i loro gusti e le loro simpatie, vai a capire se riesci ad azzeccarci…
    Grazie della tua testimonianza sulla dieta vegan. Mirtillo tuttavia mangerà carne e pesce bio, non perchè snob ma perchè qualcosa ci scade sempre in negozio.
    Sai che esiste il mondo ideale per i gatti? La mia amica Cristiana, crudista, vive in campagna e ha diversi mici. Lei non da niente loro da mangiare, però loro si arrangiano benissimo cacciando topini, e comunque dormono a casa sua, sono in ottima salute e sono davvero affettuosi. E’ così che dovrebbe essere, vero?

  • StellaAmaranto

    Si, quando i topi ci sono e non sono avvelenati dall’uomo… mi è morto un gatto avvelenato per avere mangiato un topo ed è stato terribile. Comunque i mici della tua amica sono molto fortunati 🙂
    Riguardo ai vaccini, giù a casa di mia madre al mare dove vivevo, i gatti ( e tutt’ora ) sono sempre stati liberi e vivono all’esterno ( tranne il Mostro che è albergato a semi pensione ).
    Non li abbiamo mai vaccinati ( spesso avevamo ospiti gruppi di anche sette gatti ), ma ho molto sofferto quando morivano di rinotracheite, una malattia infettiva dei gatti spesso mortale. Quanti pianti e ricordo un periodo di epidemia in cui facevo anche le iniezioni ai gatti del vicinato. Gli ultimi gatti che abbiamo giù sono molto più forti rispetto ai mici del passato, forse queste malattie girano un pò meno, non lo sò. Anch’io giù ho una gatta “nonna”, e non è stata mai vaccinata più altri gatti e stà benone. Ne avevamo tanti tempo fà, undici, ma poi una notte qualche “carogna infame”, ce li ha fatti sparire quasi tutti e di loro non abbiamo saputo più nulla. Spesso finiscono nelle cucine dei ristoranti cinesi.
    Io miei due gatti li ho vaccinati forse ancora condizionata da tutti i gatti miei e di altri che ho visto morire e ammalarsi di varie malattie ( anche scabbia ).
    Viviamo in condominio e ci sono altri gatti, qualche volta sono caduti giù dal terrazzo. Un’altra volta la mia gatta era sparita ed io pensavo di averla persa per sempre, se ciò fosse accaduto, almeno era vaccinata…
    I miei due hanno finito i vaccini da circa tre anni, ora non sò se lo rifarei, penso di “no”, sembra che Zampo il mio gatto maschio si sia “ammalato” di sarcoma maligno proprio a causa dei vaccini, infatti la zona da cui gli è stato asportato il tumore è proprio quella delle iniezioni.
    Si stà lentamente riformando, purtroppo.
    Ci sono gatti che sono anche per razza più propensi alla solitudine, altri come Zampo più “gnoccoloni” e soffrono di più quando vengono lasciati soli.
    Così è arrivata Cleo, un anno dopo.
    Lei così dolce che gli allungava la zampetta e lui che gli grugniva dietro.
    All’inizio è stata un pò dura; ma poi lentamente ha iniziato ad accettarla, alle sue regole però. La “controllava” su tutto; quando mangiava e spesso gli portava via la scodella da sotto il naso con la zampa. Quando giocava, gli portava via il giochino. Pure quando andava al bagno per i bisognini, lui stava lì e la spiava. Infatti lo chiamavamo il “priore” o l’abate 😉
    E’ talmente gnocco il mio gatto che i primi tempi credeva che Cleo fosse la sua mamma, o una “gatta da latte” e gli tirava spesso i capezzoli, a due anni si credeva ancora un micino.
    Ora vanno d’amore e d’accordo e credo che per Zampo la compagnia e l’affetto di Cleo siano per lui la migliore medicina 🙂

  • Neve

    Ciao Sara!
    Forse arrivo tardi ma volevo darti la mia testimonianza!
    Il mio primo consiglio è: adotta il gatto!
    Al di la del potere teapeutico indiscutibile che avrà su di te, è importante che tu lo adotti perchè da quanto ho letto nel post non vive in una situazione di serenità (abbandonato, nutrito da una povera balia sfinita, ospite di una colonia o simile…)
    Mi sono convinta a togliere dalla strada il mio Syd per due motivi principali:
    primo, il gatto, da buon felino, preferisce la vita solitaria, non cerca la compagnia di altri gatti perchè non è nella sua natura fare branco; toglierlo da una colona (per quanto ben tenuta e piena d’amore) non può che fargli del bene e permettergli di stabilire dei rapporti di dominio sul territorio non conflittuali. Inoltre per quanto ben tenute le colonie non sono mai sufficientemente pulite per il raffinato olfatto di un gatto. E’ come se fosse bombardato tutto il giorno da messaggi ormonali non desiderati.
    Secondo: non stai parlando di rapire un gatto selvatico dal suo bosco, ma di togliere da una situazione infelice un gatto molto piccolo. Inoltre c’è da dire che la vita di appartamento non distrugge la personalità del gatto e non è peggiore della vita randagia.
    Ho avuto personali esperienze di gatti che non vedevano nessuna differenza tra la mia casa ed il mio giardino, cercavano di divertirsi come è nella loro natura fare, utilizzando i supporti disponibili in quel momento (i mobili e le tende o gli alberi, a seconda del momento), facevano aventi e indietro casa/giardino senza dimostrare predilezione per il secondo… Anzi!

    Per quanto riguarda l’alimentazione il penso che l’unica cosa adatta al gatto sia la carne, preferibilmente cruda, in armonia con le sue abitudini selvagge.
    Se guardiamo la line di evoluzione del gatto e del cane si può vedere che essi hanno un progenitore comune. La differenziazione della specie è avvenuta su base alimentare, il cane si è adattato a nutrirsi anche di altri cibi “di fortuna”, mentre il gatto non è sceso a compromessi ed è un carnivolo puro. Quindi viene da sè cosa dargli da mangiare.
    Al cane si può dare il riso, il formaggio, la verdura e la frutta, al gatto possono aumentare il rischio di tumori.

    Riguardo alla sterilizzazione… Prima cosa: il gatto fa sesso per innato istinto di riproduzione e non per godimento come gli umani, quindi se ancora non è sviluppato sessualmente e viene sterilizzato (passami il termine…) non si perde nulla.
    Non c’è frustrazione nella mancata attività sessuale di un gatto castrato al momento giusto (entro gli 8 mesi), quindi non immedesimiamoci in lui.
    La gatta femmina non sterilizzata ma non sessualmente attiva può incorrere in gravidanze isteriche, tumori delle ovaie ecc.
    Il gatto maschio non castrato ma non sessuamlente attivo è capace di sentire il richiamo di una femmina anche a 2 km di distanza ed il problema non è tanto quello della pipì puzzolente (comunque da non sottovalutare), quanto quello dell’impossibilità di soddisfazione dell’istinto. A riguardo ti racconto cos’è successo ad una mia amica, veterinaria al pronto soccorso: una notte le portano un gatto d’appartamento non castrato che si lamentava molto , ma non si capiva per cosa. Palpandolo scopre che non faceva pipì da giorni ed aveva la vescica gonfia di urina.
    In pratica il povero gatto aveva tutte le gatte vicine di casa in calore ed era pronto per l’impossibile accoppiamento. Il non poter sfogare l’istinto l’aveva portato a leccarsi le parti intime a tal punto da occludersi il canale urinario e bloccare l’uscita dell’urina.
    Sono dovuti intervenire quindi con la castrazione in primis e poi con l’evirazione e la ricostruzione dell’uretra.
    Il padrone che si era rifiutato di avere un gatto poco virile si è ritrovato con un gatto transessuale… Ti sembra giusto?

    Scusa se sono stata logorroica, ma spero di avreti dato un punto di vista utile.

    Tienici aggiornati!
    🙂

  • Doni

    Incredibile! imnteressantissmo! Grazie.
    P.S.: non credo che un gatto/gatta sterilizzata anche dopo che nella sua vita ha provato le “gioie” del sesso poi le rimpianga…;-)

  • Neve

    hihihi!!! ^__^

  • bellissimo blog!!!
    sto facendo un giro per i blog di una certa sensibilità ambientalista per diffondere due cose:
    una petizione contro il nucleare: http://www.petizione.perilbenecomune.org
    e un libro sui rifiuti in italia, curato da Stefano Montanari e scritto da tanti esperti del settore. è un e-book: http://www.macroedizioni.it/libro.php?id_libro=1452
    grazie per l’eventuale aiuto a diffondere. e buon lavoro!!

  • stefano

    Sono molto deluso… vedo che ci si interessa molto ad un animale di un’altra specie che agli esseri umani…..

  • Ah si? E da cosa lo deduci questo Stefano? Dal fatto che ho a cuore il benessere di un gattino? E come mai giungi alla conclusione che essendo io preoccupata per il benessere di un gatto mi disinteressi degli esseri umani? Da dove ti arriva l’ispirazione per applicare questo principio di esclusione?
    A parte che mangiare vegan e bio equivale a interessarsi MOLTO del benessere degli umani, ma questo è un discorso talmente lungo e complesso che è inaffrontabile qui, ti consiglio la lettura di ECOCIDIO di Rifkin per comprendere quanto certe scelte di vita possano fare bene agli esseri umani, ma anche agli altri abitanti del pianeta che hanno gli stessi nostri diritti.
    Detto questo, ritorno a preoccuparmi ANCHE del gatto.

    PS dimenticavo, grazie anche a Neve, interessante il tuo commento!
    E grazie Laura 🙂

  • Effettivamente Sara, l’alimentazione degli animali domestici è una bella domanda, non sono più ne carne ne pesce, nel senso che sono animali adattati a vivere con l’uomo e che hanno purtroppo mille sintomi e malattie che ne conseguono per via del loro stile di vita innaturale, purtroppo al giorno d’oggi dare al mangiare il gatto come un felino selvatico non penso sia un ottima idea perchè la razza piano piano si è modificata e non accetta carne e pesce crudo e può risentirne a livello fisico con intossicazioni ecc.
    Un consiglio potrebbe essere quello di abituare il gatto a mangiare sano piano piano, dando sempre alimenti più naturali sino ad arrivare alla sua giusta alimentazione, è importante altresì avere un giardino dove il gatto possa mangiare insetti, lucertole, gechi e topi in modo da assumere tutto quello di cui necessita.

    Giuseppe
    TuttoCrudo

  • StellaAmaranto

    Sarebbe meglio non dare ne carne e ne pesce crudo ai gatti; perchè sia carne che pesce portano parassitosi e altri guai:
    http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/pesce/pesce_crudo.htm

  • Doni

    Ma Stefano, allora sei priprio un…brontoloncino! Dai, oramai al giorno d’oggi l’opposizione uomo/animale è superatissima, non ha senso! Su su!
    Sara, non ascoltare del tutto chi ti dice che il crudo agli animali domestici fa male. Può essere vero per il pesce, ecco, lì sì. Ma credimi: ho letto TONNELLATE di siti, gruppi di discussione e libri sull’argomento, come ti ho detto, e c’è veramente da perdere la testa, ma per i gatti (e i cani) il crudismo fa bene….certo che la carne oggi è quella schifezza che è….ma forse in Italia siamo messi meglio che in America. Inoltre tu, che la hai in negozio, non occorre che la congeli, distruggendo così gli enzimi, meglio di così!

  • sara

    eh eh Stella, pensa che c’è gente che la carne se la mangia cruda!!! E sono convinti di aver capito tutto della vita… ma magari ne parlerò in un altro post, quando mi verrà voglia di togliermi un sassolino dalla scarpa … 😉

  • Doni

    Sì, ma non sono gatti….

  • StellaAmaranto

    Si Sara, levatelo questo sassolino dalla scarpa 😉 😉 Ciaooo

  • …no ma che poi è superbellizzzzzziiiiiiiiiimooooooooooo quella pallottolina di pelucchio mielato lì….mamma mia ripensarci….:D