Quando il rosso colora la vita. Intervista alla Riviera sulla passione per il peperoncino

( tempo di lettura 5 minuti )

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Devo confessare che non ho davvero i titoli per parlare di questo tema, ovvero il peperoncino…questo frutto particolarissimo, da brava nordica, compare poco sulla mia tavola e le mie papille gustative non hanno mai fatto un vero allenamento alla capsicina….tuttavia ho avuto modo di conoscere, seppur virtualmente, l’amico Omar Minniti, vegano e fortemente impegnato in politica ma anche ex-campione provinciale dei mangiatori di peperoncino, nonchè coltivatore diretto nel suo bel balcone di alcune varietà di questa splendida pianta….e come sapete io sono molto attratta dalle coltivazioni casalinghe, perciò vi propongo una bella intervista al consigliere Omar.

QUANDO IL ROSSO COLORA LA VITA….

di Katia Colica

Associare il colore rosso al Consigliere Provinciale di Rifondazione Comunista Omar Minniti non è sicuramente una novità. Ma che questo colore sia parte determinante anche della sua vita gastronomica è quantomeno originale. Perché oltre che Consigliere, Omar, ricopre anche un’altra carica in provincia,
sicuramente meno istituzionale ma non per questo meno sentita. «Sono campione provinciale dei mangiatori di peperoncino» afferma con orgoglio «e membro dell’Accademia del peperoncino dal 2007,
lo stesso anno in cui ho partecipato a Pellaro alla finale provinciale dei mangiatori del peperoncino, organizzata dalla delegazione reggina dell’Accademia: ho vinto la gara dopo aver ingurgitato oltre 350 grammi di peperoncino calabrese fresco, accompagnato solo da pane e olio. Di diritto avrei dovuto partecipare alla gara nazionale, tenuta come ogni anno a Diamante, ma ho dovuto dare forfait per via di un impegno politico. Un vero peccato. Sono curioso di sapere come sarebbe finita: di certo avrei tenuto alta la bandiera di Reggio con i mangiatori del peperoncino provenienti da ogni parte d’Italia». Intanto Omar aspetta con ansia il prossimo anno in cui riceverà il titolo di Maestro accademico.

Da quando ti è nata dentro questa passione culinaria?

« Ho sempre apprezzato il sapore piccante dei cibi: mangio peperoncino da sempre, sin da bambino.
Adoro quell’inconfondibile pizzichìo delle pietanze piccanti, quella sensazione di piacevole esplosione
che si estende dal palato a tutto il corpo. In più, adesso sono consapevole degli enormi benefici che comporta il peperoncino alla salute: è uno dei più alti concentrati di vitamina C in natura, nonché un rimedio biologico a tante patologie. Studi scientifici hanno dimostrato che è un’ottima prevenzione contro
i tumori e le malattie cardiache e degenerative. Inoltre, è risaputo che il peperoncino acceleri il metabolismo basale, contribuendo ad eliminare velocemente i grassi e a mantenere in forma».

Immagino che la tua tavola sia sempre corredata di peperoncino, quindi…

«Mangio peperoncino tutti giorni, più volte al giorno. A casa coltivo da qualche anno alcune delle specie
considerate tra le più piccanti. I miei preferiti sono l’Habanero Red Savina, originario dell’America centrale
e dal sapore “fruttato”, e il Thai, ma ho provato a coltivare anche il micidiale Bih Jolokia indiano, il
più piccante in assoluto. Ovviamente coltivo anche le specie caratteristiche della nostra terra, che sono
meno piccanti ma comunque gustose e si sposano con tutti i piatti. Praticamente non servo piatti piccanti
solo a colazione, per il resto uso una generosa quantità di peperoncino in tutte le pietanze, dai primi
ai dolci. Amo tantissimo il cioccolato al peperoncino e il Té aromatizzato con lo stesso, ma anche i classici
spaghetti con aglio e olio o con il pesto rosso. Con le mie mani preparo anche alcune ricette che sono la
gioia dei miei amici: peperoncini ripieni, cous cous di verdure piccante e anche una piccantissima confettura, per non parlare delle conserve. Faccio a meno solo di ‘nduja e soppressate, essendo vegetariano. Ma sono riuscito a trovare una ‘nduja esclusivamente d’origine vegetale prodotta da un’azienda catanzarese: molto squisita».


Ne parli come se il peperoncino per te sia qualcosa in più di un semplice alimento…

«E lo è. Perché l’uso del peperoncino non può essere semplicemente ridotto al suo impiego in cucina,
ma attorno a esso ruota una filosofia che rispecchia un vero e proprio modo di essere. Mangiare piccante
non è solo un inclinazione culinaria, ma anche uno stile di vita. Chi mangia speziato e ha la predilezione
per i gusti “hot”, anche nella vita di tutti giorni è una persona sempre in movimento, aperta alle novità,
dall’indole ribelle e combattiva. Mao Tse Tung, non a caso, sosteneva che tutti i popoli nelle cui cucine tradizionali l’elemento piccante era marcato fossero popoli con la rivoluzione del Dna: i cinesi, i messicani,
gli arabi, ecc. Per lunghi secoli il peperoncino farciva le tavole solo delle classi popolari, mentre dai
nobili e i borghesi veniva considerato “plebeo e volgare” ed a questo preferivano il pepe
nero. Addirittura il papato lo bollava, forse non a torto, come cibo “peccaminoso”».


Il rosso del peperoncino e il rosso della politica. È solo un caso?

«Di peperoncini ce ne sono di tutti i tipi: ne esistono verdi, bianchi, gialli, viola, arancioni, finanche neri,
ma il colore predominante che li iconizza è il rosso. Il rosso della passione, dei sentimenti forti. “Rosso, il
colore dell’amore”, cantava il compianto Pierangelo Bertoli. Un colore da sempre simbolo delle istanze di
libertà e di ribellione, che ha animato le lotte degli oppressi per una società migliore. Un motivo in più
che fa sì che il peperoncino sia il mio alimento preferito ».

Qui sotto, dal suo balcone: peproncino Habanero Red Savina e Thai

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  • mmmhhhh…. peperoncino!!! tonnellate! 😀 e poi da veramente gosse soddisfazioni nell’orto o in vaso!

  • amo il peperoncino, e per mia fortuna mio marito lo ama anche più di me 🙂
    ad oggi è ancora un miracolo come abbia fatto a non infilarlo mai nel caffè, ma non lo escludo, in fondo se col cioccolato sta ujna meraviglia, perchè no con il caffè?
    baci, manca poco ^^
    Bibi