Quando il gioco si fa duro…

( tempo di lettura 3 minuti )

Il mio corso di taglio e cucito si fa tosto… dopo ore passate a disegnare catamodelli finalmente sono passata alla stoffa, l’obiettivo è realizzare una gonna per adesso. Mia mamma mi ha dato uno scampolo di stoffa, non la mia preferita se avessi potuto scegliere ma a caval donato e al portafoglio vuoto non si guarda in bocca. Avevo una certa idea in mente sul modello, poi quando ho tagliato ed imbastito il tutto, e provato, faceva schifo. Ma tanto schifo. Sarà che non pensavo di doverla provare e avevo i jeans, e sotto calzettoni e scarpe da ginnastica… ma anche con le calze e i tacchi a spillo avrebbe fatto schifo lo stesso!! Avete presente una gonna da suora? Insomma non sono ancora presa così male… quindi ieri sera ho rifatto tutto e sono passata a una gonna a tubino. Speriamo bene. Non oso immaginare quando dovrò fare la camicia!! Dovrei impegnarmi di più però e lavorare anche a casa, ma ho così poco tempo…

Lo scorso weekend è stato molto intenso, sabato mattina abbiamo realizzato le fotografie dei piatti che andranno nel libro in uscita a primavera. Le foto sono venute davvero belle, e sono molto emozionata! Abbiamo lavorato parecchio, i piatti hanno richiesto un po’ di lavoro di preparazione anticipata perchè alcuni necessiavano dell’uso dell’essicatore, e alla fine avevo la cucina che sembrava un campo di battaglia, ma la soddisfazione è stata tanta!

In serata è poi venuto un amico a trovarmi per il weekend, uno chef crudista oltretutto che però non aveva voglia di fare niente di strabiliante come speravo, ma in compenso mi ha portato un sacco di regali.
Mi ha regalato una confezione enorme di gojii berries che sono dei piccoli frutti essiccati provenienti da qualche regione sperduta, dalle favolose proprietà energetiche e antiossidanti, e che mi sto mangiando nei frullati del mattino. Mi ha anche portato del succo di erba di grano e di orzo in polvere, altamente alcalnizzante e ricca di enzimi. La sto prendendo da tre giorni, mi sembra che la pelle sia più bella, e l’energia non mi manca (stamattina mi sono svegliata alle 5 e poi ho fatto 1 ora di ginnastica), vedremo.
Infine, mi ha portato una delle cose più deliziose che conosca… il burro di cocco purissimo!!! E’ solido e bianco e profuma di cocco, e va usato con parsimonia, ma messo nei datteri medjoul diventa una esperienza paradisiaca….

Stamattina dopo l’ora di ginnastica mi sono bevuta due bicchieroni di frullato di pera-banana-gojii berries-burro di cocco… niente può andarmi male oggi!
Più tardi, a metà mattina, quando tirerò fuori il vasetto di polvere di succo di erba di grano, che mescolerò con l’acqua in ufficio, so che avrò anche finito di vivere coi colleghi… 🙂

PS l’archivio del vecchio blog è ancora disperso da qualche parte nel limbo della rete e nn so come riportarlo in vita… il nuovo blog dovrebbe comunque migliorare a giorni grazie al magico aiuto del mio magico amico… la vita è bellissima anche grazie agli amici che ti regalano le nespole e i cachi… sono circondata da persone speciali… adesso vado ad aggiornale il MISSVANILLA HAPPY FORUM che ho trascurato da troppo tempo!!!

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  • bibi

    non ricominciare con i datteroni….e per di più ripieni di quel burro di cocco……. :/

    invece mi interessa in succo ottenuto dal grano…….come si potrebbe fare per ricavarlo personalmente secondo te??
    bacio, ti adoro 🙂

  • fulvio

    Seguo il tuo blog e lo trovo divertente, oltre che interessante e stimolante.
    Sta storia però del taglio e cucito (non è un giudizio, ma uno spunto per un eventuale dibattito) mi sembra un po’ forzata.
    Mi affascina il discorso di farsi tutto da soli, ma penso che già il fatto che tu lavori in un ufficio, fa sì che frequenti un mondo del quale accetti alcune regole e convenzioni. Intendo dire per esempio che nel vestire, anche se non ti interessa essere elegante, ci tieni ad essere almeno “decente”. Stando a quello che dici, per confezionare qualcosa di carino, l’impegno deve essere notevole, soprattutto in termini di tempo, per imparare e mettere in pratica. Quello che mi chiedo è: si può arrivare ad autogestirsi completamente e restare contemporaneamente “nel mondo”? Ha senso farlo? Oppure è opportuno cedere a qualche compromesso? O piuttosto sarebbe meglio ritirarsi in campagna, vivere di quello che si produce e mettersi la gonna che fa schifo tanto chissenefrega?
    So che lavori, fai attività fisica, ti fai da mangiare, rivoluzioni la casa, io nella mia pigrizia non riesco a fare neanche la metà di queste cose, figuriamoci se mi metto a fare anche solo il pon-pon di un berretto di lana.
    Ripeto, non è un giudizio, ragiono in base alla mia realtà, se tu riuscirai anche in questo tanto di cappello, ti ammirerò ancora di più.

  • Sara

    no no faccio la brava … 1 al giorno soltanto.. mamma che buoni!! Per il succo di grano, dovresti far germogliare i chicchi di grano, farli diventare uno stelo verde e centrifugare l’erba. Se ti interessa ti mando maggiori info! Necessita pazienza e dedizione ma pare abbia miracolose proprietà.

  • Sara

    Grazie Fulvio! Che dire.. il fatto che abbia uno stile di vita che mi porta ad accettare alcune convenzioni non significa che debba accettarle tutte… non è questione di tutto bianco o tutto nero, consumista capitalista oppure alternativa no global in totale decrescita. La vita è fatta di mille sfumature e se ognuno di noi semplicemente si impegnasse a fare del proprio meglio il mondo sarebbe un posto migliore. Il “proprio meglio” è un concetto individuale, ma importante da perseguire secondo me. Non so se ha senso rimanere a far parte del mondo convenzionale pur essendo diversi, per alcuni no, per me si perchè ho la presunzione di riuscire a far riflettere sui consumi le persone che normalmente non lo fanno, e perchè stando con chi è diverso da me imparo cose che forse non potrei imparare, come la tolleranza e l’accettazione. E forse anche mi piace a volte. Ho una certa dose di vanità che mi porta a voler confezionare una gonna carina che mi sta bene, ma magari fatta di biocotone, con la consapevolezza che la realizzazione ha coinvolto solo me e il mio tempo e non una donna sfruttata in vietnam. Ma è solo uno dei mille modi che uno può scegliere per non avere un impatto completamente negativo sul pianeta, forse neanche il più efficace anzi di sicuro non il più efficace. Tu non avrai scelto questa strada ma magari una diversa, e per questo io ammirerò te.