Pioggia, banane e avocadi.

tempo di lettura 3 minuti

Dire che stamattina è stato semplice arrivare al lavoro in bicicletta non sarebbe corretto.
E’ stata una vera avventura infatti.
Ma si sa, quando il gioco si fa duro… va bene dai, la finisco qua 🙂
Diciamo che è stato difficile raggiungere l’ufficio data la quantità di laghetti e fiumi formatisi ieri a causa dell’alluvione record che abbiamo subito… ho pedalato tra le macerie, mentre le idrovore liberavano negozi, scantinati e garages dalla massa d’acqua ancora presente. Ma sono arrivata.
Ieri invece no.
Ci ho provato, a dire la verità. Ma era un delirio girare per strada, e mezza città era proprio allagata, quindi ho rinunciato e son tornata a casa, per poi scoprire che comunque quasi nessuno era riuscito ad arrivare al lavoro e che anzi la protezione civile sconsigliava di muoversi… ah beh, se lo dicono loro è vero, e poi avevo il mio bel daffare a raccogliere l’acqua piovana che mi colava dal soffitto (sigh).
E poi visto che era buio, freddo e umido, son tornata a letto.

Per non parlare solo del tempo ma anche di crudismo, il vero argomento di questo blog oltretutto, oggi riflettevo su alcuni cambiamenti della mia dieta.
Ho notato che in modo del tutto naturale ho smesso di comprare avocado e banane.
In realtà la cooperativa biologica dove vado sempre me ne ha date molte durante l’estate perchè col caldo diventavano nere e nessuno le voleva più. Io non le mangiavo molto, e le ho congelate tutte. Al momento sono ancora li, e non ne compro mai.
Il che mi fa molto piacere, perchè comunque ritengo veramente importante iniziare a fare qualcosa per la decrescita, e ovviamente anche le nostre scelte alimentari hanno moltissimo a che fare con questo concetto.
E se essere crudisti pare già abbastanza estremo, mi sto convincendo che sia importante iniziare a migliorare qualcosa anche in questo contesto.

Continuo a sostenere che certi alimenti siano importanti per un neofita crudista; avocado e banane regalano quel senso di soddisfazione e sazietà che inizialmente è importante per chi abbandona pane e pasta. Quindi i primi tempi io raccomando questi cibi, ovviamente sempre da agricoltura biologica e fair trade.
Però a lungo andare, quando ci saremo adattati ad una alimentazione più semplice, a mio parere sarebbe il caso di rivedere anche queste abitudini.

O forse sarebbero da rivedere sin dall’inizio… intendo dire che essere crudisti è importante per la salute, e anche per il pianeta per molti aspetti, ma consumare cibo che proviene dall’altra parte del mondo annulla totalmente il beneficio ambientale.
Sicuramente allora sono da preferire i cibi locali il più possibile, e alle nostre latitudini questo vuol dire limitare certe scelte.
E quindi forse rendere il crudismo più difficile.
Allora, forse, per chi trova frustrante inizialmente mangiare solo quello che le nostre latitudini offrono di crudo e commestibile, non sarebbe meglio consigliare piuttosto l’eventualità di cuocere qualche verdura, specie d’inverno, piuttosto che trovare soddisfazione nel cibo esotico?

PS: e farsi arrivare gli avocado dalla Sicilia è abbastanza etico? Che ne dite?

Spread the love

Navigazione articolo