Le ragioni per cui assumo alcuni integratori (e perché penso che anche voi dovreste farlo)

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( tempo di lettura 8 minuti )

Spesso mi capita di incontrare persone che, venendo a sapere che assumo alcuni integratori, ne rimangono stupite, quasi che da me non se lo aspettassero.

Probabilmente perché son stata tra le prime persone a parlare di crudismo in Italia, quindi ci si sorprende nel constatare che assumo sostanze percepite come artificiali, dopo aver tanto sostenuto la dieta più “naturale del mondo”.

Anche io mi sono chiesta per lungo tempo perché dovesse essere necessario far ricorso all’artificialità, e perché non fosse sufficiente affidarsi semplicemente alla saggezza della natura per colmare ogni carenza.

Molti seguaci del crudismo e dell’igienismo naturale in effetti sostengono proprio questo, ovvero che la natura sa provvedere a tutto, ed il nostro organismo dotato di infinita saggezza è perfettamente in grado di gestire le carenze, colmandole se necessario.

Molti altri autori addirittura parlano di complotti dei produttori di integratori, della loro volontà di farci temere carenze e quindi di indurci a credere di aver bisogno di supplementazione, creando documenti e studi comprovanti la loro tesi.

Diciamo che in parte sono anche concorde con queste teorie, nel senso che sono convinta che se ci affidassimo tutti ad una dieta più naturale e consona alla nostra fisiologia ne potremmo trarre unicamente benefici, e numerosi sono i casi di guarigione da malattie anche serie, grazie ad una buona dieta a base vegetale.

Non sono del tutto certa che sia la dieta crudista ad essere la più naturale, ma di questo parlerò meglio in un altro articolo.

Credo anche che si abusi di integratori inutili.

Credo in effetti che esista la volontà di spaventarci e farci credere che la dieta a base vegetale sia incompleta e che serva integrare tutto, pena carenze terribili e malnutrizione grave.

Chi si affida a me per le consulenze lo sa, mi avvalgo molto poco di integratori e faccio della sana alimentazione la base della risoluzione dei problemi.

Esistono però due vitamine che io regolarmente assumo e che, nel mio caso specifico (basandomi quindi sui miei esami del sangue e sul mio stile di vita) ritengo necessarie per la mia salute.

La vitamina B12 e la vitamina D.

La ragione è molto molto semplice: nonostante io ritenga che la mia alimentazione sia la più naturale possibile, e nonostante io creda fermamente nella capacità di autoregolazione e autoguarigione del corpo, il mio stile di vita non è quello più naturale possibile e non mi permette di affidarmi al 100% alla natura.

Non dico che ciò non sia possibile mai.

Dico che non è il mio caso, e che probabilmente non è nemmeno il caso di numerosi seguaci dell’igiene naturale che conosco.

Prendiamo l’esempio della vitamina B12.

Ormai sappiamo che è una vitamina prodotta da batteri e che, in teoria, si trova nella carne e in alcuni prodotti animali.

Gli animali dovrebbero infatti cibarsi di cibo a forte contaminazione batterica (ad esempio, le mucche dovrebbero mangiare l’erba).

Sappiamo anche che questa è oramai una favoletta, le mucche non mangiano l’erba bensì mangimi appositi che di naturale hanno ben poco, e che per questo subiscono forti integrazioni vitaminiche.

Per noi le cose non sono molto differenti.

Laviamo e in molti casi disinfettiamomi il nostro cibo, temendo le contaminazioni batteriche, e così lo impoveriamo di B12.

In natura nessun animale si preoccupa troppo di lavare con accuratezza ciò che ingerisce, e così sicuramente faceva l’essere umano prima della troppa civilizzazione (così fanno anche le scimmie antropomorfe).

L’insalata si mangia così come si coglie, anche se un po’ sporca di terra, la mela si mastica tutta, le ciliegie anche se hanno il vermetto non importa.

Si permette all’intestino di sviluppare una flora batterica forte e sana, in grado di sintetizzare la B12.

Se qualcuno ancora riesce a vivere in questo modo, è possibile che non necessiti di integrazione.

Ma non è il mio caso.

  • Non ho un orto mio
  • non ho la possibilità di nutrirmi così “selvaticamente” (e forse nemmeno lo farei)
  • sono troppo abituata a lavare il mio cibo
  • infine, non ho nessuna voglia di rischiare inutilmente dei potenziali gravi danni neurologici.

Si, perché questo è uno degli effetti collaterali irreversibili a lungo terme di una carenza di B12.

I danni esistono, sono documentati, sono reali, e sono facilmente prevenibili con delle piccole dosi di un integratore di B12 da sintesi batterica.

Niente di spaventoso o di particolarmente chimico, e probabilmente molto meglio di ciò che viene iniettato agli animali (questo per chi crede che sia molto più naturale ricavare la B12 dalla carne).

Non mi credete? Eccoli qui gli integratori di B12 per la Zootecnia.

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Quindi, perché rischiare?

In nome di quale principio morale o fede igienista è il caso di rischiare danni permanenti, o di mettere a rischio la vita dei propri figli?

Io, di certo, non me la sento e lo trovo davvero sciocco.

Così come trovo pericolosi i vari guru che predicano contro l’integrazione senza un minimo di base scientifica.

La seconda vitamina che integro è la vitamina D.

Teoricamente, sarebbe forse più facile evitare di doverla assumere: basterebbe riuscire a godere di tante ore di sole e di luce quotidianamente.

Non bisognerebbe avere case dentro le quali vivere, o comunque bisognerebbe trascorrerci molto poco tempo, sia in estate che in inverno, e non bisognerebbe avere uffici o stabilimenti chiusi dentro i quali dover lavorare.

Purtroppo, ancora una volta questo non è il mio caso, come non è il caso di molti di noi.

Le due settimane di ferie estive al mare non sono ahimè sufficienti a scongiurare una carenza, anche questa dai risvolti poco piacevoli.

Parliamo, tra le tante cose, di ossa fragili e squilibri ormonali, oltre che di sistema immunitario indebolito.

L’amico Gianfranco Longo ha scritto un eccellente articolo di approfondimento sulla questione, che vi invito a leggere e farne tesoro:

http://informazionebenessere.com/2016/04/13/rischiare-la-vita-per-una-carenza-di-vitamina-d-a-quando-lallarme/

Io personalmente integro anche la vitamina D e faccio integrare mia figlia da settembre a maggio.

Lei ha infatti la grande fortuna di trascorrere i 3 mesi estivi in campeggio al mare coi nonni, conducendo una vita davvero all’aria aperta e ricca di luce.

Iris prende il sole delle prime ore del mattino e quelle del pomeriggio, quando il sole non è pericoloso, e questo ci permette di non usare crema solare senza correre rischi, ma anzi assumendo il maggior quantitativo di vitamina D possibile.

La sua dieta ricca di frutta e verdura fresche la aiuta ad avere una pelle forte e sana, che non si è mai nemmeno arrossata sotto il sole.

Vedo spesso infatti molti bambini andare al mare con i genitori nelle ore peggiori, quelle più calde e difficili, ben ricoperti dell’indispensabile crema solare ad alta protezione che però blocca anche la sintesi di vitamina D.

Non si tratta di un comportamento naturale e saggio, ma i più a quanto pare lo ignorano (portando anche neonati disperati sotto il sole di mezzogiorno, una follia vista con i miei occhi una settimana fa e che mi ha lasciata col magone per giorni).

Esiste la vitamina D di origine vegetale?

La vitamina D di origine vegetale esiste e si ottiene semplicemente da funghi e licheni.

Anche in questo caso, finché non riuscirò ad avere uno stile di vita più selvatico, questo integratore mi assicura di non essere carente rischiando danni anche seri.

Chissà, magari un domani andrò a vivere in una capanna in un luogo incontaminato, lavorando e vivendo all’aria aperta coltivando il mio cibo, che potrò mangiare in maniera naturale e selvaggia, seguendo le stagioni ed i ritmi naturali, in completa sintonia con l’universo.

Ahimè, non è ancora giunto quel momento per me.

Vivo ancora in appartamento, vi scrivo da un computer collegato ad internet e dentro 4 mura, lavoro al chiuso buona parte della giornata e acquisto il mio cibo da altri: a volte so da dove proviene, altre volte non lo so.

Per questa ragione, non ha senso pretendere che la natura svolga il suo corso se io per prima me ne sono in parte dissociata.

Integrare due vitamine mi sembra il compromesso più sicuro e semplice, oltre che sensato, per evitare che un eccesso di idealismo crei danni a me e a  mia figlia, pur godendo tutti gli altri enormi benefici che una dieta naturale può offrire.

Voi come la pensate?

Raccontatemelo con un messaggio 🙂

Fonte: SSNV

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  • Chameli

    Più leggo i tuoi articoli, e più mi ritrovo nelle tue osservazioni. Non ho mai amato gli integralismi e gli eccessi di idealismo. Bisogna affrontare tutto con il solito sale in zucca.
    Non ho mai pensato di integrare, ma in effetti forse sarebbe il caso di cominciare.

    Grazie Sara per farci vedere che a questo mondo non esistono solo fissatoni di una o di quell’altra cosa, che esistono le mezze misure, che non è mai o bianco o nero, ma il mondo è fatto di infinite sfumature e dobbiamo imparare a guardarle tutte! E grazie anche per averci fatto vedere che il corso degli anni può aiutarci a cambiare il nostro modo di pensare e di vedere le cose. Con il tempo si imparano cose nuove, si sperimenta, si acquisiscono nuovi pensieri e, perché no, si cambiano anche convinzioni con l’aiuto dell’esperienza e dello studio.

    Aspetto il tuo prossimo articolo! 😀

  • Jadranka

    Ciao Sara! Avresti voglia di condividere con noi la marca di vitamina B12 che utilizzi e se è sublinguale oppure si prende per bocca o per puntura.