Il digiuno fa bene, non digiunate – 10 anni dopo.

soul

( tempo di lettura 6 minuti )

Qualche giorno fa mi è capitato di pensare alla mia amica Cristiana.

Non la sentivo da tantissimo tempo, da mesi.

Poco dopo, indovinate chi mi ha mandato un messaggio?

Proprio Cristiana! Quante volte ci capitano queste coincidenze?

Si dice che non sono coincidenze, e probabilmente è vero.

La cosa ancora più pazzesca è che poi ho richiamato la mia amica, e mentre parlavamo mi sono resa conto di che giorno fosse: il 28 maggio.

Il 28 maggio del 2006 iniziavo il mio lungo digiuno idrico di 18 giorni, sono passati 10 anni da quell’esperienza pazzesca, supportata da Cristiana e da Alfio – che senza di loro sarebbe stata molto più difficile.

Ancora ricordo il senso di pace e beatitudine di quei giorni, perfetti e ormai lontani.

Non ho più ritrovato condizioni così perfette: vivevo da sola, non lavoravo in quel periodo, era caldo, anche i miei genitori erano in vacanza e quindi non avevo nessuno che potesse stressarmi, avevo Alfio e Cristiana che con la loro lunga esperienza e saggezza sapevano sempre cosa dirmi.

Potevo concentrarmi solo su me stessa, osservare ed accogliere i cambiamenti in atto, dormire quando volevo, meditare quando era necessario, riposare quando ero troppo stanca.

Oggi sarebbe impossibile ripetere quell’esperienza perché non sono nelle stesse condizioni, ma certamente mi piacerebbe.

L’articolo di questa settimana vuole quindi celebrare il decennale di quel mio favoloso viaggio interiore, con un po’ di ricordi e soprattutto le mie avvertenze speciali per chi non conosce anche i lati oscuri del digiuno.

16/09/2008

Il digiuno fa bene, non digiunate!

Da diverso tempo pensavo di scrivere la mia precisa opinione riguardo al digiuno.

La ragione principale è che la maggior parte delle email che ricevo sono relative al digiuno e ai suoi benefici, e provengono da persone affascinate dalla possibilità di depurarsi, guarire o dimagrire in breve tempo.

Io ho provato questa terapia diverse volte in passato, e anche forme attenuate di digiuno basate sull’assunzione di soli succhi di frutta e verdura.

Due anni fa ho provato a non mangiare per 18 giorni, solo acqua riposo e pazienza. Non avevo e non ho mai avuto problematiche particolari, se non la voglia di provare una esperienza nuova e fare un po’ di pulizie di primavera.

Cercando in rete la parola “digiuno” si possono trovare tantissime opinioni, dalle più entusiaste alle più negative specie se provenienti dalla cosiddetta medicina ufficiale oppure da persone che non hanno mai nemmeno provato a digiunare anche solo per una giornata.

Io, per mia esperienza, sono assolutamente favorevole a qualche forma di depurazione, fatta di tanto in tanto e per periodi non troppo prolungati.

Tutto quello che si può dire di positivo sul digiuno e sulle sue proprietà curative a livello fisico e anche mentale, è assolutamente vero.

Tuttavia, quando mi scrive qualcuno che, entusiasta, vuole provare a disintossicarsi per una settimana, mi vengono i brividi. E non posso fare altro che dissuaderlo.

Quando sono arrivata ad astenermi dal cibo per 18 giorni, sapevo perfettamente dove stavo andando e cosa stavo facendo, e soprattutto cosa sarebbe successo dopo, ero preparata psicologicamente, e nonostante tutto DOPO è stata dura, molto più che DURANTE.

I primi esperimenti di questo genere li ho iniziati forse 20 anni fa, e sono arrivata a capire che l’astensione dal cibo, totale o parziale, è un atto estremo, ne converrete con me.

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Io lo paragono al dondolarsi in altalena.

Se rimanendo fermi si rimane in equilibrio, appena si inizia a dondolare ci si sposta dalla stabilità. Digiunare significa dondolarsi sino a raggiungere il punto più alto, perciò inevitabilmente si avrà come conseguenza uno spostamento opposto e contrario sulla nostra altalena.

Il che, tradotto, significa lasciarsi andare alle abbuffate compulsive non appena terminato il digiuno.

Chiunque prima di intraprendere un percorso così estremo, specie se per la prima volta, non è in grado di valutare quanto sia difficile mantenere l’equilibrio dopo giorni di privazione volontaria.

E’ difficile quanto fermare l’altalena puntando i piedi mentre è al culmine del suo movimento verso l’estremo opposto.

Di fatto, mantenere una corretta alimentazione DOPO il digiuno equivale a puntare i piedi, frenando con tutte le forze mentali che possediamo l’impulso di gettarci su qualunque alimento presente nel frigorifero.

Io ho imparato questa lezione sbagliando e facendomi male diverse volte.

Poi ho capito cosa dovevo fare e come dovevo comportarmi, e comunque la ripresa alimentare non è stata semplice.

Mi è capitato di seguire una persona durante un breve digiuno di una settimana lo scorso anno, e nonostante le mie raccomandazioni, le spiegazioni e la mia presenza vicina, questa persona ha comunque commesso qualche errore alimentare, che per quanto piccolo ha avuto comunque qualche effetto negativo su di uno stomaco messo a riposo per 7 giorni.

Ecco perché non riesco a consigliare il digiuno ai neofiti che mi scrivono.

Non tanto per i giorni di privazione, già di per sé difficili, quanto per ciò che potrebbe capitare dopo, quando il cibo viene reintrodotto.

Un apparato digerente che per diversi giorni ha avuto modo di riposare, ed un organismo che si è messo di tutto impegno ad eliminare tossine, non gradiscono la violenta aggressione di alimenti sbagliati.

Quando si riprende a mangiare dopo un periodo di astensione, il desiderio di mangiare i cibi peggiori è molto forte, spesso si scatena un impulso irresistibile ad ingurgitare qualunque cosa, ed è possibile che si scatenino disordini alimentari ed un susseguirsi di abbuffate, sgarri digiuni punitivi e sensi di colpa.

Insomma, si continua a dondolare sull’altalena senza più riuscire a fermarsi, senza più riuscire a puntare i piedi per tornare al punto di stabilità.

Chiunque desideri affrontare un digiuno dovrebbe essere consapevole della sua difficoltà, non tanto durante ma dopo, e a mio avviso dovrebbe informarsi il più possibile e preferibilmente affidarsi ad un centro specializzato dove poter essere seguito per alcuni giorni durante la ripresa alimentare.

 

Ancora sul digiuno:

La paura del vuoto – perchè non mangiare fa paura.

Il diario dei miei percorsi detox – gioie, dolori e tante polemiche durante il mio digiuno di 18 giorni. La ripresa alimentare e le persone importanti incontrate lungo il percorso.

 

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