Dolce vegan di inizio anno, nuovi progetti e favolosi tritameringhe

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( tempo di lettura 4 minuti )

Spero che il vostro 2016 si sia concluso nel migliore dei modi.

Il mio, esattamente come lo scorso anno, si è concluso con l’influenza che per fortuna in famiglia sembra aver coinvolto solo me.

Poco male, avevo comunque in previsione delle belle dormite e un po’ di riposo, ed è esattamente ciò che ho fatto.

Il riposo, che avrei voluto prolungare fin dopo l’Epifania, dovrò invece concluderlo rapidamente, perché i nuovi progetti incalzano ed il tempo passa sempre troppo rapidamente.

Inizierò il 2017 con tanti altri corsi di cucina presso i negozi Naturasì, se ne aggiungeranno anche alcuni di nuovi e partiranno i corsi di secondo livello.

A Treviso i corsi di secondo livello di svolgeranno nello spazio Bistrot: voi seguirete la mia lezione ma, grazie alla possibilità di usufruire di una cucina ben attrezzata e di personale di cucina e di sala in collaborazione con me, potrete gustare una cena anziché un assaggio, con un buon calice di vino in accompagnamento.

Chi non ha partecipato ai corsi di primo livello potrà iscriversi sia al negozio di Preganziol (TV) che al negozio di Rovigo.

Altre idee intanto bollono in pentola, e tra le tante cose un bel progetto per un nuovo libro che sta prendendo forma, ideato assieme a due splendide amiche, e del quale presto vi parlerò.

Un libro diverso da tutti quelli che ho finora realizzato, e che mi piace tantissimo.

Oggi però ho voluto godermi l’ultimo giorno di relax, pasticciando in cucina con Iris e cercando di finire un po’ di avanzi delle feste, prima che le nostre buone abitudini vadano a finire nel dimenticatoio.

Noi avevamo in casa ancora un piccolo panettone vegan (realizzato dal bravissimo chef Giampiero del ristorante Joia di Caldogno), della panna di soia, dell’ananas in scatola e un certo quantitativo di meringhe vegan che avevo realizzato a dicembre per i corsi di cucina di Natale.

Decisa a finire una volta per tutte lo zucchero ancora presente in casa, ho combinato i vari ingredienti in un dolce velocissimo, per niente sano ma pur sempre vegano, e soprattutto parecchio buono.

Ce lo siamo goduto nel tardo pomeriggio dopo un bel giro al parco ed un bel po’ di corse, assieme ad una tisana.

Iris ci tiene a dire che comunque la bontà del dolce dipende quasi esclusivamente dalla meringa tritata, realizzata con uno strumento di sua esclusiva invenzione per me, il TRITAMERINGHE DI IRIS, del quale va orgogliosissima.

Infatti, ha tritato quasi tutte le meringhe che avevo in casa in questi giorni, tranne le poche che ho salvato per la decorazione.

Per il dolce:

400 g di panettone vegan (o pandoro, o pan di spagna)

1 confezione di panna di soia da 300 ml (io ho usato soyatoo)

1 lattina di ananas Altromercato

Opzionale, per la decorazione:

meringhe vegan tritate (io avevo delle meringhe al mirtillo, di colore viola)

meringhe vegan intere

Tagliare il panettone a fette spesse 1 cm e disporre metà delle fette sul fondo di una pirofila o di una tortiera.

Bagnare le fette con un mestolino di succo di ananas ricavato dalla lattina.

Montare la panna di soia con le fruste elettriche, tritare le fette di ananas ben scolate ed incorporare il tutto alla panna.

Versare metà del composto di panna sul panettone, ricoprire con altre fette di panettone e bagnare con succo di ananas. Ricoprire con la restante panna e Raffreddare in frigorifero per 2 o 3 ore

decorare con meringhe in polvere e meringhe intere prima di servire.

Bella la ciotola dove ho servito il dolce, vero?

Sono le Ceramiche di OZ, realizzate a mano da due artisti che conosco.

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Per il tritameringhe:

un tubo di cartone spesso, perfetto quello della carta forno quando questa è terminata.

un tubo di cartone più largo, perfetto quello della carta cucina quando questa è terminata.

una ciotola

meringhe da tritare.

La foto mostra il corretto utilizzo dello strumento da cucina da parte di Iris :-))

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