Cat sitter

( tempo di lettura 5 minuti )

Per le prossime due settimane sono investita del ruolo di cat sitter. Io non ho animali domestici a casa con me da 4 anni, volutamente, nel senso che non sono mai a casa e sarebbe complicato occuparmi di qualcun altro. Certo se capita il trovatello non mi tiro indietro, ma per ora chi mi è capitato è sempre stato sistemato altrove. Devo dire però che un micio mi manca, egoisticamente.
In mancanza di un uomo il gatto fa da surrogato d’affetto 🙂 ma è appunto una constatazione egoistica, bisognerebbe sentire che ne pensa il povero gatto di questo ruolo. Ad ogni modo per le prossime due settimane non avrò carenze affettive (vedremo se mangerò anche meno datteri?) perchè i miei genitori sono in vacanza, come fanno per circa 9 mesi l’anno, e io mi occuperò di Giacomo e di Giuggiola. Impegno non da poco perchè Giacomino ha quasi 17 anni e ne ha passati parecchi con un misterioso disturbo che lo porta a vomitare praticamente ogni volta che mangia, che bellezza. Giuggiola invece è impegnativa perchè vuole sempre attenzioni, anche adesso non può tollerare che io spenda troppo tempo al computer. Mia madre mi ha lasciata con una scorta di cibo per gatti allucinante, però cibo biologico, e omogeneizzati per il micio. Io ogni volta non so mai come fare. Se abitassero con me proverei con una dieta crudista anche per loro, ma dovrei dar loro carne (che schifo!!!), anche se ha sempre più senso per me dare cibo vegan anche agli animali domestici. Quindi sarei combattuta. Ma in ogni caso dopo due settimane i mici tornerebbero dalla madre “legittima” che fa assolutamente come le pare nonostante le abbia proposto di fare delle prove con diete diverse, specie per Giacomo. Ma mia madre ha la testa dura, fiato sprecato.
Quindi, mi sa che i gatti mangeranno bioscatolette, e io mi limiterò a pulire in giro e a farmi coccolare da loro.

Per tornare invece al discorso mancanza d’affetto/datteri (datteri nel mio caso, ma che voi potete sostituire con cioccolata, dolci, o altro ancora) devo dire che cerco di fare attenzione a non incorrere troppo spesso nella trappola della compensazione.
Il perchè lo spiega magnificamente Robo in questo pezzo che mi ha regalato, e che io rubo da Veganitalia.com

Cosa dolcifica davvero la vita?

Si può curare la tristezza con la nutella? La dolcezza si acquisisce solo a tavola? Apparentemente sì, ma in realtà compiamo solo un atto di violenza nei confronti della nostra naturalità.

Le cose dolci, “dolcificano” la vita. Se quindi in qualche occasione possono essere utile all’umore, bisogna sempre tener presente che in realtà i dolcificanti “esterni” spesso alterano la concezione della vita. Limitano un po’ in pratica la capacità di gustare la dolcezza della vita in tutti i suoi aspetti. Nel senso che molte cose ti possono sembrare meno dolci di quello che sono in realtà, perché parti da un livello di percezione già in qualche modo dolcificato. Anche le cioccolate più amare. La vita va gustata cruda e scondita. Così apprezzi di più anche i piaceri più piccoli.

Come nel caso delle malattie, in occasione delle quali il nostro corpo sviluppa gli anticorpi, così funziona anche per gli stati d’animo che si generano in noi. Se al primo sintomo di malattia prendiamo una medicina o al primo accenno di tristezza ricorriamo al dolce, impediamo al corpo estraneo (la malattia o la tristezza) di sfogarsi. E di conseguenza non riusciamo a rafforzare le nostre autodifese, impedendo ai nostri anticorpi naturali di prendere conoscenza del male estraneo e di poterlo contrastare la prossima volta che si presenta. Le malattie “soffocate” con le medicine intossicano l’organismo, le tristezze “sopite” con i dolci intossicano il nostro stato d’animo.

Il concetto di base è quello di limitare gli agenti esterni nella ricerca della soddisfazione per sviluppare quelli che abbiamo al nostro interno. A prima vista tutto ciò potrebbe sembrare un mero abbassamento del nostro livello di soddisfazione. Una sorta di “chi si accontenta gode”. Invece è una riscoperta della nostra felicità naturale, che non ha bisogno di chissà quali cose per manifestarsi in noi.

Facciamo l’esempio del caffè. Per chi è abituato a prenderlo con lo zucchero, il primo che beve senza gli sembrerà quasi imbevibile. Il secondo un po’ meno, il terzo ancora meno. Alla fine scoprirà che solo bevendolo amaro riesce a gustarne tutto l’aroma, le sfumature e le differenze. Chi è abituato ad ascoltare musica solo ad altissimo volume, non riuscirà mai ad apprezzare i suoni della natura in un momento di silenzio o una musica di sottofondo. Gli altri nostri sensi non funzionano diversamente dal gusto o dall’udito.

Se la vita ogni tanto è cruda e amara, dobbiamo imparare a gustare quel crudo e quell’amaro.
Ben vengano comunque i dolci, anche il palato vuole la sua parte, ma non come medicina per altri nostri sensi.
E per quanto ci faccia credere di essere importante, ricordiamoci che il gusto è solo “uno” dei nostri sensi.

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  • Anonimo

    questo articolo è BELLISSIMO! grazie per avecelo regalato. mi serviva proprio, è da un sacco di tempo che mi interrogo sui miei meccanismi di compensazione, sempre insoddisfatti, comunque.
    grazie
    e in bocca al lupo con i i felini 🙂
    piperita

  • Doni

    lo so che è orrendo dare carne agli animali domestici, ma in realtà la loro alimentazione, specialmente quando si parla di gatti, è quella! anch se poi non mangerebbero carne del tipo carne di manzo o di altri grossi animali, comunque quella è la carne che più si avvicina a quella che mangerebbero! (C’è chi per esempi consiglia altri tipi di carne, diversa da quela di manzo, per gli animali domestici). Mi sono fatta una cultura crudista anche per quanto riguarda l’alimentazione animale, ho guardato mille siti e letto diversi libri! Per loro va bene come per noi, per gli stessi motivi! P.S: ma sei sicura che Giacomo non vomiti semplicemente perchè mangia troppo in fretta e si avventa sul cibo con troppa avidità’? Molti gatti vomitano tutti i giorni semplicemente per questo motivo. Possono uscire questi gatti? e così mangiare erba?

  • Cat sitter

  • francesco

    Mi sembra un segno in risposta a come mi sto comportando da alcuni mesi a questa parte. Cosa dolcifica davvero la vita? Sono d’accordo. Grazie per queste parole.