Barefoot

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Un crudista/igienista che si rispetti difficilmente sarà una persona che ama le sovrastrutture e le cose artificiali, in tutti gli aspetti della vita.

Non è la regaola, ma in generale chi semplifica la propria alimentazione al punto di riuscire ad apprezzare e preferire il cibo come lo ha creato la natura stessa, senza manipolazioni, sarà anche in grado di apprezzare tutte le altre creazioni di madre natura senza manipolazioni.

Sarà anche per questo che da tempo la città mi sta diventando sempre più stretta e insopportabile. E’ normale, in quest’ottica, apprezzare e desiderare stati di vita più naturali, i vestiti costosi e firmati non interessano più, i beni materiali diventano meno importanti, e in generale si abbandona il conformismo perchè uniformarsi non è più prioritario.

Nella ricerca della semplificazione sono sempre rimasta affascinata dai barefooters, ovvero dalle persone che cercano di tornare alla nostra vera natura camminando scalzi il più possibile (in fondo gli uomini non sono nati con le scarpe, no? E le scarpe possono causare una miriade di problemi alla schiena, alla postura e chissà quant’altro).

Non sono mai però riuscita a capire come sia fattibile camminare scalzi in città….in spiaggia è ovvio, anche sull’erba anche se già più complicato per via delle innumerevoli schifezze che si possono calpestare, ma in città sull’asfalto…come si fa? Eppure, i barefooters mi affascinano.

Oggi ho fatto una scoperta grazie ad internet. Per chi vuole camminare scalzo ma non è pronto ad affrontare le insidie del nudo suolo, ci sono delle alternative interessanti, ovvero delle “scarpe”che offrono una certa protezione ma lasciano il piede in uno stato di minore costrizione delle scarpe.

Non sono stranissime? Se fossero acquistabili anche qui (non lo sono purtroppo, anche perchè è fondamentale provarle ed assicurarsi che calzino come un guanto) mi piacerebbe molto sperimentare questo “piede alieno” 😀

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