Acqua e microonde

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Stamattina, sul forum che modero, Teo ha inserito il link ad un interessante esperimento fatto da una studentessa americana per il suo corso di scienze, una cosa davvero semplice ma dai risultati proprio interessanti. In pratica la studentessa ha preso due piantine uguali, e ne ha abbeverato una sempre con acqua bollita sul fuoco e fatta raffreddare, e l’altra con acqua bollita nel microonde e fatta raffreddare, osservando poi se le piante avessero crescita differente. Il risultato è stato sorprendente.

Le piante sono geneticamente identiche, perchè ottenute per talea dalla stessa pianta madre.

Altre foto delle due piante si possono vedere sul sito originale.

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I risultati sono abbastanta impressionanti. Facendo una ricerca in rete ho scoperto che altri siti parlano di questo esperimento, e alcuni scienziati o pseudotali lo definiscono una bufala. Io ammetto di essere sempre stata un po’ perplessa sul microonde, poi mi sono ricordata delle fotografie dei cristalli d’acqua di Masaru Emoto, un giapponese che ha osservato e fotografato i cristalli e le loro mutevoli e cangianti forme a seconda dei messaggi a cui l’acqua veniva sottoposta. Ricordo di aver visto bellissime foto di cristalli di acqua con forme che cambiavano se nella stanza dove l’acqua era presente veniva suonata mucica rock o classica, e via dicendo. Emoto fece anche lui un esperimento con l’acqua scaldata al microonde, e qui sotto si può vedere come la forma dei cristalli cambia da “prima” a “dopo”.

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Non so dire se questi esperimenti abbiano un senso, o se si possa dimostrare qualcosa. Mi viene in mente però quando nel film “What the bleep do we know” viene ricordato che se è vero che l’acqua è “impressionabile”, ovvero cambia struttura a seconda della provenienza e dei messaggi che trova nelle vicinanze, e noi siamo fatti di acqua almeno al 70%, allora avere e mantenere dei pensieri positivi ha un senso perchè influenza completamente tutto il nostro essere, ci cambia la struttura interna in pratica. Inoltre a me piace di più che l’acqua che mi compone abbia la forma di sinistra piuttosto che quella di destra….

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Per concludere,  vi copio ed incollo alcune informazioni sul microonde trovate sempre in rete. Forse alcune persone sono ancora troppo tecnofobe, può darsi…. in fondo tutte le innovazioni tecnologiche e scientifiche hanno sempre subito delle resistenze iniziali prima di venire accettate dalla gente. Io di certo non sono contro il progresso… però il microonde non ce l’ho (vabbè, nemmeno il forno se è per quello) e non credo che entrerà mai a far parte della mia cucina…..
 

Il meccanismo di funzionamento del forno in questione è abbastanza semplice: un dispositivo, chiamato magnetron, genera un campo di corrente elettrica alternata. Il ribaltamento del campo elettrico, che si ripete per più di 2 miliardi di volte al secondo, produce un effetto di «scuotimento» delle molecole, specialmente quelle dell’acqua, ma anche di lipidi e proteine. Questa frizione intermolecolare genera un calore che riscalda il cibo in modo completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall’interno verso l’esterno.

I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano già fatto della ricerca negli anni ’30 sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso umano e degli animali.
Questi studi portarono alla definizione di limiti di sicurezza molto severi che però non furono mai presi sul serio dagli scienziati statunitensi, tant’è vero che quando negli anni ’60 iniziò a diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti 1000 volte più alti. I forni a microonde furono invece vietati in Germania a partire dal ’41 e in Unione Sovietica a partire dal 1976; divieto successivamente abolito dopo la Perestroika.
Lo studio più significativo sui rischi legati all’assunzione di cibi cotti a microonde rimane quello del professor Bernard Blanc dell’Università di Losanna e del dottor Hans U. Hertel, uno scienziato indipendente con una lunga esperienza nell’industria alimentare e farmaceutica.
Nel 1989 Blanc e Hertel proposero alla Swiss Natural Fund, insieme all’Università di Losanna, una ricerca riguardante gli effetti sull’uomo del cibo cotto con microonde, ma fu rifiutata. La ricerca fu per questo ridimensionata e condotta con fondi privati.

Furono testati otto volontari, che per alcuni mesi seguirono una dieta macrobiotica e ai quali ogni 15 giorni vennero somministrati a stomaco vuoto, alimenti crudi, cotti con metodi convenzionali, scongelati o cotti in un forno a microonde.
Immediatamente prima dei pasti e poi 15 e 120 minuti dopo, avveniva prelevi di sangue.
In particolare venne riscontrata una riduzione significativa dell’emoglobina e una e un aumento dell’ematocrito, dei leucociti e del colesterolo. Inoltre, furono evidenziati alterazioni della membrana cellulare.
«I cibi cotti con microonde – si legge nello studio – paragonati a quelli non irradiati, causano cambiamenti nel sangue delle persone testate, tali da indicare l’inizio di un processo patologico, proprio come nel caso di un iniziale processo canceroso». Ricorrendo alla bioluminescenza è stato inoltre registrato il «passaggio per induzione dall’energia delle microonde dai cibi trattati al corpo umano»

Da allora, un’inspiegabile cortina di silenzio è calata sulla questione dei forni a microonde. Come sempre, quando ci sono grandi interessi in ballo, la verità diventa difficilissima da trovare, sommersa com’è da fortissime pressioni che esercitano la loro influenza non solo sui mass media, ma soprattutto sul mondo scientifico e le istituzioni ad esso legate.

 

Ulteriori informazioni su:

http://www.mednat.org/elettrosmog/microonde.htm

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  • Diego Zanichelli

    Semplici considerazioni di chimica portano a contestare facilmente le affermazioni precedenti. In una cottura alla griglia, o anche al forno a legna, elettrico o a gas nel cibo, avvengono, a causa delle temperature elevate, reazioni di carbonizzazione e caramellificazione che producono sostanze complesse. La cancerogenicità di alcune di queste sostanze prodotte dalla cottura tradizionale è oggetto di studi controversi. Nel forno a microonde queste reazioni di carbonizzazione e caramellificazione, e quindi i rischi ad esse connessi, avvengono in misura molto minore.

    Si può fare anche una considerazione fisica. I forni tradizionali a gas, elettrici e a legna, trasmettono gran parte del calore al cibo sotto forma di raggi infrarossi. Dal punto di vista fisico i raggi infrarossi sono onde elettromagnetiche esattamente come le microonde, ma con energia per fotone maggiore (studia la legge di plank sui libri delle superiori, o anche su wikipedia), e quindi più vicini al valore in grado di spezzare i legami chimici delle molecole organiche. In realtà questa energia è comunque ampiamente al di sotto del limite di ionizzazione, quindi difficilmente è in grado di provocare alterazioni chimiche nei cibi (per modificare la natura di un’atomo servono energie elevatissimi, come quelle che si sviluppano nelle reazioni nucleari, nelle quali gli atomi si trasformano in altri atomo Es:plutonio, o decadono in isotopi degli stessi atomi). Questa valutazione dovrebbe rendere i raggi infrarossi, e quindi la cottura tradizionale, maggiormente temibile rispetto alla cottura a microonde, dal punto di vista di chi considera un rischio le alterazioni chimiche provocate dalla cottura dei cibi.

    Smettetela di mettere in giro bufale e studiate la fisica, anche solo alle superiori è sufficiente!!!!!!
    e comunque andate a fare un salto in russia e poi sappiatemi dire se sono vietati i forni…